Elliott Erwitt, Mostra Fotografica Palazzo Braschi
L’ultimo ordine del Colosseo si staglia alto nel cielo, mentre in primo piano appare la Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e le rovine della Basilica Emilia. Nessuno cammina all’interno del Foro Romano. A prima vista, questa immagine in bianco e nero fotografata da Elliott Erwitt potrebbe sembrare realizzata pochi giorni fa, mentre si tratta di uno scatto del 1959, durante uno dei primi viaggi che portò in Italia il celebre fotografo americano.«A Roma, l’unica cosa che non cambia mai sono le rovine, il resto muta con grande velocità». Con queste parole Erwitt presenta nella Capitale la mostra che celebra i suoi cinquanta anni di carriera a Palazzo Braschi, dove sono raccolte alcune tra le sue più curiose immagini dedicate alla città. Grande autore dell’Agenzia Magnum, nella quale fu reclutato direttamente da Robert Capa, negli anni Erwitt ha firmato immagini celebri, rimaste nella memoria di tutti: il bacio di due innamorati nello specchietto retrovisore di un’automobile, una splendida Grace Kelly pronta per il ballo di gala o un’affranta Jaqueline Kennedy al funerale del marito. Sempre con uno sguardo distaccato e, spesso, con una certa ironia. Famoso per le numerose campagne pubblicitarie apparse sulle maggiori riviste americane e per i suoi reportage da tutto il mondo, Erwitt ha dedicato sempre all’Italia una speciale attenzione, forse anche in virtù delle sue origini (il suo vero nome è Elio Romano), per documentarne con velocità e apparente leggerezza il cambiamento dei costumi e dei paesaggi urbani. Nella mostra spiccano i ritratti dei quattro Papi che si sono succeduti in questi anni. Scatti molto immediati nei quali appare l’allegria di Papa Giovanni XXIII, la semplicità intellettuale di Papa Paolo VI, l’umanità di Giovanni Paolo II e la distanza di Papa Benedetto XVI, che si presenta protetto da uno schieramento di guardie del corpo. Intorno a loro, vibra una città che Erwitt racconta in tutta la sua fragile quotidianità. Non le cerimonie pubbliche o i monumenti più illustri, bensì un cane che tira il guinzaglio del suo padrone a Piazza Navona o un Maggiolone parcheggiato di fronte alla statua 'parlante' di Madama Lucrezia. «Negli anni Cinquanta Roma era una città molto vivibile, quasi un grande paese - continua il fotografo - oggi è invasa di turisti e per me è molto più difficile trovare soggetti interessanti». Dai famosi lucchetti degli innamorati su Ponte Milvio alle ombre dei visitatori che escono dal Pantheon, l’occhio di Erwitt si sofferma soprattutto sulle persone, alla ricerca di un’immagine che possa raccontare un’epoca e restituire il sapore di una città piena di contraddizioni, senza essere ingombrante ed eccessiva. Organizzata dall’Agenzia Contrasto con il supporto di Zetema, la mostra si inserisce in modo elegante nella cornice della collezione di marmi e dipinti settecenteschi di Palazzo Braschi, nel cuore del centro storico. «Non è certamente la Roma tradizionale - spiega il Soprintendente Umberto Broccoli - è una Roma sparita, dimessa, sommessa. Una Roma da raccontare, per ricordare». Museo di Roma Palazzo Braschi via San Pantaleo Roma Orario Da Martedi' a Domenica ore 9.00-19.00. Ingresso consentito fino alle ore 18.00 Lunedi' chiuso. Biglietto d'ingresso - 8,00 intero - 6,00 ridotto Gratuità e riduzioni La biglietteria chiude un'ora prima Informazioni: 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00 Fonte: Quotidiano Il Roma del 13 Novembre 2009 Elliott Erwitt, Mostra Fotografica Palazzo Braschi Piazza di San Pantaleo, 10 - 00186 Roma Tel: +39 060608 Web: http://www.museodiroma.it |
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