Per sei mesi il capoluogo lombardo ospiterà l'Esposizione universale. Attesi 29 milioni di visitatori. Venti miliardi di investimenti, 70 mila posti di lavoro in arrivo. Ricadute positive per le imprese.
Un'opportunità per Milano e per il Paese intero. Così viene dipinta sotto la Madonnina l'Esposizione universale del 2015 che verrà ospitata sull'area di Rho-Pero. Da quando il capoluogo lombardo ha strappato la vittoria a Smirne, nonostante i ritardi e i tagli agli stanziamenti, la polemica sulle nomine e sui doppi incarichi, le torri disegnate e poi fatte sparire dal master plan ridimensionato a causa della crisi che ora prevede serre, vie d'acqua e un lunghissimo boulevard, i big continuano a sbandierare ottimismo.
Dal sindaco Moratti a Lucio Stanca, ad della società di gestione dell'evento, fino ai vertici della Confindustria nazionale e Lombarda, con le 'lady di ferro' Marcegaglia e Bracco, l'Expo viene riconosciuto da tutti come un trampolino per il rilancio del paese, a partire dalle imprese. Un acceleratore per le infrastrutture indispensabili al Paese, ma anche un'occasione per valorizzare le eccellenze della ricerca, attrarre investimenti, una vetrina d'eccezione per il made in Italy. Per la leader degli industriali lombardi «come successe negli Stati Uniti nel 1935, quella di Milano potrebbe essere la prima esposizione universale dopo una crisi internazionale».
I numeri sono da capogiro: 20 miliardi di euro di investimenti, 70mila nuovi posti di lavoro, 120 Paesi partecipanti, 29milioni di turisti attesi, per una media giornaliera di 160mila visitatori al giorno. Durante i sei mesi di Expo sono previsti 7mila eventi per la cui realizzazione saranno necessari 892 milioni di euro. Una partita pesante che restituirà al territorio e alle sue imprese un incremento del fatturato pari al 10 per cento, valutato in circa 44 milioni di euro. Il tema scelto è Nutrire il pianeta, energia per la vita, un argomento che mira a focalizzare l'evento sull'asse principale del diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutti gli abitanti della Terra. Non un debutto, ma una conferma per la città: Milano era già stata sede dell'Esposizione internazionale nel 1906 sul tema dei trasporti.