Fermento tra i Colori per rilanciare la rievocazione sin dalla prossima edizione. Il primo regolamento risale al 1580; oggi un nuovo codice ha segnato il cambiamento.
«Pur nelle livree, e Disfide, il Maestro di Campo, colle Trombe, e i Tamburi avanti, vada il primiero, seguito dagli innanzi del suo colore a coppie, precedenti tutti l'Alfiere, il quale colle genti di suo servizio d'attorno porti l'insegna, seguito poi dagli Sconciatori, e Datori: uscendo di così in ordinanza, ciascuna schiera di per se dal proprio Padiglione, giri sulla man destra tutto il Teatro fino al luogo donde prima partì. In luogo alto, e sublime, sì che e' veggano tutta la piazza, seggano I Giudici. Siano eletti di comun consenso, nè concordandosi, de' proposti dalle Parti in numero uguale, pongansi alla ventura. Al primo tocco della Tromba, che faran sonare i Giudici si ritirino tutte le genti di servizio, lasciando libero il campo. Al secondo, vadano i giuocatori a pigliare i lor posti. Al terzo, il pallaio vestito d'amendue i colori, dalla banda del muro rincontro al segno di Marmo, giustamente batta la palla».
Dal 1580, ad oggi, la rievocazione del calcio storico comincia così, come Giovanni de’ Bardi ha consegnato ai suoi successori.
Non aveva previsto che, cinquecento anni più tardi, in piazza Santa Croce a Firenze potesse mettere bocca anche la Procura. Per i magistrati fiorentini nel 2005 e nel 2006 non è stato calcio, ma una rissa. Da qui, lo stop del 2007 e il nuovo corso del 2008. Adesso il calcio storico fiorentino è sospeso nel 'limbo': quello del 2009 è stato un torneo soft, poco più che un’esibizione, che ha confermato però che nel 2010 la squadra da battere saranno ancora i Rossi.
Nonostante le formazioni miste (i 27 calcianti per parte era rappresentanti di ogni colore) i vincitori del 2008 si sono confermati il Colore più attrezzato. Azzurri, Bianchi e Verdi (che l’anno scorso non riuscirono ad allestire la squadra) sono avvisati. Ma quali sono le incognite che gravano sul calcio storico? Quest’anno questura e amministrazione comunale, di concerto con i presidenti delle squadre, hanno concordato tre esibizioni. Ogni Colore aveva qualche suo problema da risolvere e in più è stato fatto il conto con la concomitanza con le elezioni amministrative. Giocare senza il sindaco eletto, in un città senza potere 'temporale', sarebbe stato un rischio.
Allora niente titolo da assegnare (il premio, si sa, è una vitella di razza chianina), e già da subito al lavoro per rilanciare una manifestazione esportata perfino all’estero. Il nuovo sindaco Matteo Renzi ha assicurato che il destino del calcio rientra nei punti del suo mandato. Dall’anno scorso c’è un nuovo regolamento, quasi un codice etico per chi affonda i piedi nella sabbia. Limando quello, le livree torneranno a far parlare di Firenze nel mondo?