Una 53esima edizione che verrà ricordata come la Biennale delle trasformazioni, delle rivoluzioni di spazi e di contenuti. Dal nuovo Palazzo delle Esposizioni di Venezia (ex Padiglione Italia) con un'ala dedicata interamente all’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (Asac) al neonato Padiglione Italia all'Arsenale. Dal nuovo ponte tra i Giardini e il sestiere di Castello alla riapertura di Ca' Giustinian, sede storica della Biennale veneziana, dopo un lungo lavoro di restauro.
«Sono sviluppi che consentiranno un’evoluzione verso un organismo con vita continuativa, capace anche di connessioni con la vita della città e del territorio», ha spiegato ieri il presidente Paolo Baratta nel corso della presentazione ufficiale della 53esima esposizione internzaionale d'arte di Venezia (al via domenica). Ed è in questo quadro di trasformazioni della «madre di tutte le esposizioni» (per usare le parole del direttore Daniel Birnbaum) che si inserisce l'allestimento al Padiglione Venezia, dedicato «alla bellezza del vetro - ha spiegato Ferruccio Franzoia, curatore della mostra Fa come natura fce in foco, realizzata con il sostegno della Regione del Veneto - alla sapienza artigiana e alle sue eccellenze», calate in un contesto contemporaneo.
«Opere che appartengono a un settore che può arricchire anche la cultura domestica. Tra realtà onirica e realtà oggettiva». La sapienza artigianavetraia lasciato l'ambito industriale, si inserisce nella scena contemporanea mantenendo la sua unicità. La mostra si sviluppa nel portico con le opere di Cristiano Bianchin, Alessandro e Laura Diaz de Santillana, Yoichi Ohira, Ritsue Mishima, Maria Grazia Rosin, Lino Tagliapietra.
Al centro, un omaggio a Toni Zuccheri, recentemente scomparso. All'esterno, un'installazione di Dale Chihuly. E ancora, la Sala della memoria con una trentina di pezzi delle fornaci muranesi dagli Anni '20 agli Anni '60. Uno sguardo al futuro e un ritorno deciso alle origini dello storico Padiglione Venezia ai Giardini.
«Dopo i doverosi omaggi a Emilio Vedova e Carlo Scarpa - ha precisato Franco Miracco, portavoce del presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, e membro del Cda della Biennale - è giunto il momento di tornare alla vera destinazione di quello spazio per iniziare a concepirlo come museo permanente aperto tutto l'anno. Sarebbe sciocco e riduttivo mostrare le opere di pittori e architetti veneti. Torniamo invece alle arti decorative oggi diventate design del vetro, del mobile, della moda».
Questa è dunque l'anima veneziana di una Biennale internazionale che si presenta con un abito così elegante da stimolare i desideri di creativi disposti a tutto pur di esserci. Il grido di un artista che, nel corso della conferenza stampa di ieri ha interrotto a più riprese l'intervento di Baratta, la dice lunga: «Cosa devo fare per essere invitato?».
Fonte: Quotidiano IlFirenze del 5 Giugno 2009
Ben 95mila presenze, e siamo solo a fine luglio. Fare Mondi, la 53esima Esposizione internazionale d'arte, si chiuderà il 22 novembre prossimo e, attualmente, è la mostra più visitata d'Italia. Conta quasi 100mila visitatori a quasi due mesi dall'apertura, con una media giornaliera di 1900 presenze, il 7 percento in più rispetto all'edizione del 2007.
Inaugurata il 7 giugno scorso, la Biennale Arte - allestita ai Giardini, all'Arsenale e in varie altre sedi di Venezia (con orario 10-18, Giardini chiuso il lunedì e Arsenale il martedì) - continuerà ad affascinare il pubblico per altri quattro mesi, proponendo le opere dei suoi oltre 90 artisti da tutto il mondo, con creazioni che esplorano diversi linguaggi dell'arte.
'Fare Mondi. Making Words è una mostra guidata dall’aspirazione a esplorare i mondi intorno e davanti a noi. Riguarda possibili nuovi inizi: questo è ciò che vorrei condividere con i visitatori della Biennale ', usò queste parole il direttore Daniel Birnbaum, alla vigilia dell'apertura, nel giugno scorso. L'arte internazionale è stata accolta quest'anno in spazi totalmente rinnovati, nel segno di un cambiamento che sta investendo tutti i settori della Biennale veneziana: dal cinema (con le nuove strutture logistiche del Lido e i lavori per il nuovo Palacinema) alla danza (che quest'anno ha aperto una nuova fase di sperimentazione, avviando il progetto triennale Grado Zero e la prima fase di attività con l'Arsenale della Danza, il nuovo centro di formazione diretto da Ismael Ivo), passando per il teatro, la musica e i rispettivi festival internazionali.
A questa 'rivoluzione' ha partecipato anche l'arte; quella della Biennale, certo, con i suoi nuovi spazi - il Padiglione italia all'Arsenale e il Palazzo delle Esposizioni ai Giardini - ma in generale tutta l'arte veneziana, protagonista di un'incredibile rinascita, che oltre alla Biennale ha messo in luce il neonato Museo Vedova e quello di Punta della Dogana.
Fonte: Quotidiano IlVerona del 29 Luglio 2009
Biennale di Venezia 53esima edizione
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