Festival dei due Mondi di Spoleto

Festival dei due Mondi di Spoleto Woody Allen, ma anche Pina Bauusch, Ronconi e Wilson. Da oggi al 12 luglio una raffica di spettacoli ad alta intensità emotiva. Nel segno della contaminazione e originalità.
Tutt'intorno c'è la storia. Piazze, palazzi, balconi e loggiati. E poi corti, giardini e fontane affogate da pietre secolari. Spoleto è piccola, piccolissima, che ti sembra di poterla contenere tutta in un abbraccio. Ed è ricca di angoli, pertugi, anfratti. Ed è lì che accade la musica, lì che succede il Festival. Nelle chiese, certo, e nei teatri anche, arrampicati lungo le ripide scalinate dove la madre di tutti i festival, edizione numero 52, si srotola come un mantra, lasciandosi osservare da occhi indiscreti e curiosi, in uno sgranarsi di inattese performance, talune nemmeno in programma, jam session, recite, assoli.

Basta camminare lungo i lastricati medioevali per accorgersi di stare dentro la festa. Quest'anno il festival compie mezzo secolo (più due anni) e nonostante la morte di Giancarlo Menotti, il gran mentore e patron, è più fresco che mai, complice la direzione artistica di Giorgio Ferrara, che ha spostato di qualche grado la rotta scivolando verso la danza e il teatro e riportando in scena registi dal calibro di Bob Wilson ('Giorni felici' e 'L'ultimo nastro dei Krupp') e Luca Ronconi che ridipinge 'Il gabbiano' di Checov partendo da cinque testi ibseniani.

Spoleto si inaugura oggi, e fortunato chi, tra la magia di quei luoghi, potrà metterci il naso. Sì, perchè il festival spoletino, prima ancora di ascoltarlo, lo annusi e lo assapori. Come una caramella balsamica, talmente forte da farti lacrimare gli occhi. Succede con i concerti di lirica e gli orchestrali schierati sul sagrato a far vibrare gli archi sotto le stelle, succede con le letture poetiche a squarciare un silenzio di denso velluto nero, e con le mostre, le rassegne, gli incontri in un miscellanea sapientemente calibrata di appuntamenti che trova proprio in questa contaminazione di generi la sua natura più autentica e profonda.

Questa sera, dopo il concerto inaugurale in piazza diretto dalla bacchetta di Conlon su musiche di Giancarlo Menotti, il sipario si alza con la messinscena firmata Woody Allen, alla sua prima regia lirica col 'Gianni Schicchi' di Giacomo Puccini (fino al 28 giugno). Ma per i melomani il cartellone è di grande raffinatezza: dal 3 luglio riflettori accesi sul 'Mozart' di Raynaldo Hahn, pastiche firmato Pier Luigi Pizzi che affonda le sue radici nelle atmosfere dandy della Parigi anni Venti.

E ancora il 'Bamboo Blues' di Pina Bausch, visione onirica sulle suggestioni e fantasie dell'India, più che uno spettacolo di danza un viaggio sensoriale per le strade assolate del subcontinente, un cachier di viaggio stipato di sete, sari, veli e bambù. Dicevamo della direzione di Ferrara, della sua abilità di gran timoniere. L'edizione di quest'anno l'ha voluta definire come «un'officina, un festival officina, una città medievale, culla di arti e di botteghe che ridiventa luogo di produzione e messe in scena originali».
Culla delle arti, ci piace. Sa di storia e futuro. Come Spoleto, appunto. Applausi.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 26 Giugno 2009





Festival dei due Mondi di Spoleto
Teatro Nuovo - via Vaita S.Andrea, 10 - 06049 Spoleto (PG)
Tel: +39 0743-221689
Web: http://www.festivaldispoleto.com



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