Family Festival – Festival del cinema a Fiuggi

Family Festival – Festival del cinema a Fiuggi C’era una volta il cinema per famiglie, ma non è detto che non possa tornare. Magari è nascosto, invisibile tra gli orrori, i drammi, le crisi desolate, gli eroi solitari, gli spappolamenti della società e si tratta solo di ridargli uno sguardo. A Fiuggi, tra luglio e agosto, il Family Festival prova l'esperimento con una selezione di film in concorso e un contorno di iniziative nel nome di quel valore che sembra trascurato dalla sala buia. Un'operazione in controtendenza, quella ideata dal pediatra Gianni Astrei, da poco scomparso, e diretta da Claudio Piersanti, che pone una domanda sull'immaginario del nostro tempo che, al cinema, oggi sembra puntare sul pubblico più giovane e, di contro, lavora su un filone d’autore ormai globale, che racconta dei dissesti generazionali e delle bussole che non ci sono più.

Da un lato, i generi comico-demenziali, la commedia dei primi amori, le corazzate spettacolari, i supereroi indistruttibili, l’eccitazionevideogame. Dall'altro il dolore e l’emarginazione, la solitudine, la deriva dei sentimenti. Fiuggi tenta di aggrapparsi allo scoglio familiare che cerca di resistere a quell’oceano sospeso tra gli eccessi della tempesta e del silenzio. Con qualche sforzo, mette insieme un gruppo di film che cercano di riunire la famiglia attorno a un tavolo, come pure per tanto tempo ha fatto tanto cinema, da Chaplin a Disney, dal cinema classicamente hollywoodiano al melodramma lacrimogeno di Raffaello Matarazzo o a quello americano anni Fifties dove alla fine si torna immancabilmente a casa, dall’irlandese
John Ford di Un uomo tranquillo o Com’era verde la mia valle a Piccole donne di William Wyler, a I bambini ci guardano di De Sica.

Altri tempi? Certamente, anche se, a ben guardare, una voglia di famiglia, nostalgica o utopica che sia, attraversa tanto cinema, da Spielberg a Von Trier, per dire di due opposti che si assomigliano, o dalle nostre parti, da Moretti, a Cristina Comencini, a Francesca Archibugi. Ma, intanto, il Festival riunisce una pattuglia di avanguardia e retroguardia (a seconda dei punti di vista): Les enfants de Timpelbach, i bambini indisciplinati di un villaggio perso nell’incanto di una montagna, che i genitori disperati costringono a darsi un ordine; la solidarietà dei vagabondi, che nasce nel bosco tra un piccolo abbandonato dalla madre e un reietto dell’umanità (Versailles di Pierre Scholler, già a Cannes in Un certain renard); o Genova di Michael Winterbottom, dove arriva un padre con figlie per elaborare il lutto della moglie.

E, per mettere d’accordo tutti, ma proprio tutti, come appunto si faceva una volta, si annuncia anche una triade-Disney: la squadri di porcellini-superspie nel 3D di G-Force, la sorpresa del bacio a rovescio tra La principessa e il ranocchio e l’anziano vedovo che decide di legare la casa a un mazzo di palloncini e svolazzare verso il paradiso del Sud-America. Alla fine un sospetto. Che non sia più il cinema, ma le infinite puntate a domicilio della fiction a parlare a (ciò che resta del) la famiglia.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 25 Giugno 2009





Family Festival – Festival del cinema a Fiuggi
Fiuggi
Web: http://www.fiuggifamilyfestival.org



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