Festival filosofia Modena, Carpi, Sassuolo
Parole dotte, anzi magistrali, e intorno mostre, cinema, teatro, letture, giochi e la 'razionsufficiente' di un menu. È un palinsesto a tempo pieno quello del festivalfilosofia presentato ieri a Roma. Tre giorni - dal 18 al 21 settembre - di riflessioni incrociate e spettacolo a Modena, Carpi e Sassuolo. A fare da stella polare, un tema-contenitore che la nona edizione ha individuato nel concetto di 'Comunità'.«Cerchiamo di vedere cosa c'è dentro - ha spiegato Remo Bodei, University of California nonché supervisore scientifico del festival - il bisogno di stare insieme e la crisi dei legami, ciò che unisce e ciò che disgrega, le forme di coesione e i conflitti, e poi i luoghi dallo spazio domestico fino alle relazioni virtuali dei social network». Un programma è come la carta dei geografi dell'impero cinese, cerca di saturare tutto, ramifica in tutte le direzioni, quasi a voler costruire una rete plurale di suggestioni attorno a chi si prepara a partecipare. E saranno tanti, se si pensa che l'ultima edizione ha toccato le 130mila presenze. D'altronde, anche questo è un metro, tanto più quando la filosofia accetta di mettere in gioco la distanza e le differenze su cui costruisce la sua interrogazione umbratile al senso, e si predispone alla capriola di un festival: «Non vogliamo sostituirci all'università - spiega Bodei, coniugando rigore e ispirazione pop - gettiamo soltanto semi di cui ciascuno farà ciò che vuole, un po' come dicono le massaie romane al mercato pija, pesa, incarta e porta a casa». E, allora, ecco le 50 lezioni magistrali che della 'comunità' esplorano i fondamenti e i rischi (Jean-Luc Nancy sull'originaria priorità della relazione, Roberto Esposito sul rapporto comunitario come condivisione e dono, Carlo Galli sul rischio che porta con sé una visione puramente formale della cittadinanza), le regole e i principi (Stefano Rodotà e l'autodeterminazione, Fernando Savater e la libertà come diritto fondamentale, di contro al valore tragico che espliciterà Sergio Givone, e poi la solitudine a cura di Emanuele Severino e il tema dell'esilio e del distacco esplorato dallo stesso Bodei). E ancora spazio alle strategie di costruzione della comunità (Chrstoph Wulf e le liturgie pubbliche, Giovanni Filoramo e la 'religio', Avishai Margalit e il motore sociale della nostalgia, Jon Elster e la giustizia riparatrice), e ai luoghi reali e virtuali (Marc Augé e la frontiera, Enzo Bianchi e il monastero, Eva Cantarella sulla casa e la polis, la nuova comunità della rete nella riflessione di Maurizio Ferraris). Infine i valori: Maurizio Cacciari aprirà il festival ragionando sul 'prossimo', Salvatore Natoli discorrerà di fiducia, Carlo Sini di carità, Giacomo Marramao di 'civitas'. I nomi danno conto del programma delle lezioni. Tra loro alcune 'filo-star', come si addice a un'epoca in cui la comunicazione non è solo uno strumento, ma anche la sostanza di cui rischiano di essere fatte tutte le cose. Al festival la scommessa che fa parte intrinseca della storia stessa della filosofia di depositare un/il pensiero. Fonte: Quotidiano IlFirenze del 22 Luglio 2009 Festival filosofia Modena, Carpi, Sassuolo Modena Web: http://www.festivalfilosofia.it |
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