Rievocazione storica in Carnia: Friuli, patria di briganti, sbirri e... malcapitati.
Per gli antichi viaggiatori del Grand Tour, il mitico viaggio di formazione per rampolli di buona famiglia, solitamente organizzato in Italia culla del Rinascimento e sede del Vaticano, l'esperienza non aveva valenza educativa se non offriva anche il rischio banditi, assalto e rapina. E in Friuli, dove passarono soltanto gli aristocratici polacchi per ovvie ragioni geografiche, di banditi ce n'era l'imbarazzo della scelta tanto che molti visitatori credettero che la parola Friuli derivasse da Furlandia e, cioè, terra dei ladri. E per non perdere questa 'nobile' tradizione, l'essere briganti, a Piano d'Arta torna Al Band́t al Carantàn, fuga a cavallo, antica sfida sul quarto e sul mezzo miglio che, tra il 18 e il 19 luglio simulerà i caramboleschi inseguimenti tra banditi e sbirri.
Narra la storia: «Quel giorno Zuane detto il 'Spagnul', credendosi al sicuro, conteggiava i carantàns che gli spettavano. Ad un tratto, insospettito da strani rumori, rimise il tutto nelle bisacce e, salito sul suo cavallo, imbocc̣ la vecchia strada romana verso il torrente Randis, inseguito da quei misteriosi rumori. I banditi stavano per avventarsi contro il malcapitato Zuane quando...» la storia continua con la fuga a cavallo attraverso il vecchio borgo Chiusini, uno dei più caratteristici di Arta Terme, fra le montagne della Carnia».
A fare da contorno alla gara piatti tipici, musica e antiquariato.