Federico Fellini, tra cinema e sogno
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Federico Fellini, tra cinema e sogno

Federico Fellini, tra cinema e sogno In scena al castello di Portofino una carrellata di disegni e acquarelli realizzati dal regists. Sequenze oniriche che svelano la dimensione fantastica di una superba creatività.
Tira aria nuova sulla piazzetta di Portofino, da decenni destinazione prediletta del jet-set. Aria di cultura e creatività. Fino ad ottobre, la mostra Federico Fellini, tra cinema e sogno” offre un motivo in più per salire fino al Castello Brown. Al termine di una passeggiata che costeggia i giardini di splendide ville affacciate sul mare (tra cui quelle di Tronchetti Provera e Dolce & Gabbana) si erge la fortezza quattrocentesca, dove il Comune di Portofino promuove l'appuntamento organizzato da Munus in collaborazione con la Fondazione Fellini.

Attraverso una carrellata di disegni ed acquerelli del regista, l’esposizione offre l’occasione per entrare in contatto con il suo misterioso mondo interiore, per scoprire quanto spesso i suoi film siano direttamente ispirati ai suoi sogni. Sarà possibile capire come nacquero le suggestioni dei suoi personaggi, dal Babbo di Titta in Amarcord, all’uccello amoroso di Casanova, fino alla prosperosa Donatella de La città delle Donne. Una galleria di figure appuntate su carta, dove appare evidente l’attenzione morbosa del regista ai particolari.

Accanto agli schizzi che ritraggono i suoi personaggi, la mostra presenta una ricca selezione di illustrazioni realizzate per raccontare i suoi incubi, secondo i consigli di Ernst Bernhard, lo psicoanalista junghiano che all’inizio degli anni ’60 lo sollecitò a fissare su carta le sue fantasie oniriche. Cuore dell’iniziativa è il nucleo dedicato al 'sogno del cinese' nella versione a fumetti che Fellini ha realizzato nel 1971 in forma di storyboard.

Come le sequenze di un film, si dipana la curiosa vicenda che vede il regista alle prese con le richieste di un misterioso cinese, mentre una enorme donna formosa lo incalza seduta sulla sua scrivania. Come fosse il nucleo per un cortometraggio o un film, il regista ha spesso scritto commenti e appunti suoi fogli come si fa con il soggetto di una sceneggiatura. Con grande immediatezza e velocità, le situazioni più assurde prendono forma e fanno della dimensione onirica l’universo centrale della sua attività creativa.

Spesso Fellini ha attinto a personaggi, colori, se non anche intere storie, proprio da ciò che la sua fervida mente creava durante il sonno. Basti pensare a diverse sequenze dei film di quel periodo e in particolare ad 8 1/2, capolavoro del 1963, dove sogno e realtà si sovrappongono fino a confondersi. Fellini non abbandonerà più questa chiave interpretativa e i suoi disegni, realizzati con il talento di un vero e proprio artista figurativo, raggiungono un indiscusso valore estetico che lo affiancano al lavoro di celebri surrealisti come Cocteau e Dalì.
Come afferma Tullio Kezich, massimo biografo del regista, attraverso questi disegni possiamo conoscere la parte più 'autentica e personale' della filmografia del cineasta riminese, maestro sia con il pennello che con la macchina da presa.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 14 Luglio 2009





Federico Fellini, tra cinema e sogno
Via Alla Penisola, 13 - 16034 Portofino - Genova
Tel: +39 0185-267101
Web: http://www.federicofellini.it



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