Concerti ad alta intensità emotiva nella raffinata cornice del festival umbro:attesi Bacharach, Benson e l'allegria contagiosa di B. B. King. Umbria Jazz torna quest’anno all’insegna della tradizione della buona musica. Dopo il successo del concerto di Paolo Conte, che ha aperto l’edizione 2009, e il tutto esaurito dei Simply Red (che proprio da Perugia hanno iniziato l'ultima tournée che si concluderà nel 2010 con il loro definitivo ritiro dalle scene), la manifestazione del patron Carlo Pagnotta continua proponendo musicisti dal sapore speciale.
La giornata odierna vede all’Hotel Brufani altri due grandi avvenimenti. Il primo (ore 18,30) con il Freddy Cole Quartet al quale seguirà (ore 21), Renato Sellani in un inedito ed originale duetto insieme a Massimo Moriconi.
Giovedì, ennesimo grande appuntamento. Questa volta sul palco dell’Arena sale il grande Burt Bacharach e la sua orchestra. Autore di tantissimi successi per il cinema, Broadway e le hit parade, Bacharach è uno dei pochi songwriter che hanno saputo coniugare successo commerciale e qualità. Per l’occasione porterà con se per uno special guest di tutto rispetto, peraltro già visto durante il festival di Sanremo, la cantante italo algerina Karima.
L’edizione 2009 prosegue nel segno della storia della musica, venerdì 17, con il chitarrista e cantante George Benson e il suo Tribute to Nat King Cole. Personaggio di grande spessore musicale, George Benson ha prestato il suo talento ad artisti Jazz come Miles Davis, Hanck Crawford, Tony Bennett, Quincy Jones e Herbie Hancock.
Sabato, all’Arena santa Cecilia, grande attesa per il concerto di James Taylor e la sua band. Senza dubbio uno dei più grandi songwriter di tutti i tempi, James Taylor nel 2000 è entrato nella Rock and Roll hall of Fame ed è stato pluripremiato ai Grammy Award. Infine, la ciliegina sulla torta arriva con B. B. King. Umbria Jazz, infatti, non poteva mancare l’appuntamento con uno dei più importanti artisti della scena della musica nera come il re del blues.
In molti hanno cercato di riprodurre o semplificare la sua musica, ma nessuno è riuscito a sfiorare quel pianeta apparentemente così vicino ma in realtà così inavvicinabile. Il fatto è che King è riuscito a sviluppare uno stile che è solo suo, nel quale si fondono a meraviglia il blues tradizionale elettrico (il blues urbano), lo swing del Jazz, il mainstream, il pop. Con la sua inseparabile chitarra 'Lucille', è diventato una vera e propria icona del blues.