Ecco l'arte che piace, quella che sporca le mani, quella che significa artigiano, artiere, artefice. E artefice è colui che crea. Il Simposio di Vergnacco, dunque, sbarca a Villa Manin. Dopo il successo conquistato dalla dodicesima edizione del Simposio Internazionale di Scultura su Pietre del Friuli Venezia Giulia, le opere realizzate dai dieci artisti animeranno presto il parco di Villa Manin. In questa cornice, dal 10 luglio al 19 ottobre, infatti, è stato studiato un percorso ideale per conoscere ed apprezzare la straordinaria abilità creativa e tecnica dei simposiasti.
L'inaugurazione, prevista per venerdì 10 luglio alle 17, sarà l'occasione per presentare al pubblico l'intero progetto, anche grazie alle immagini realizzate durante l'evento dal Circolo Fotografico 'Helice' di Tarcento. Con l'approdo alla Villa Veneta, il Simposio rojalese entra a far parte degli eventi culturali di primo piano in Regione. Per il Circolo Culturale 'Il Faro', dunque, ma soprattutto per il suo presidente Roberto Cossettini, questo traguardo è la conferma della qualità e della professionalità dimostrate in 30 anni di attività.
Quella di Passariano è un'opportunità davvero unica, voluta dall'assessore regionale alla cultura Roberto Molinaro e dal commissario straordinario di Villa Manin, Enzo Cainero che, comprendendo il valore dell'iniziativa, hanno voluto dare spazio a una presenza artistica e multiculturale che ben caratterizza il nostro territorio. I temi predominanti delle sculture realizzate sono la natura, la vita e l'uomo, con la sua storia e i suoi sentimenti. Damjan Komel, dalla Slovenia, ha realizzato 'Noi due guerrieri' su pietra aurisina. Lo stesso materiale è stato utilizzato anche da Alessandro Marzetti, dalla Toscana, per la sua opera 'Volto', che vede anche l'impiego del grigio nagusel. Ivanchenko Dmytrij (Dmytrij Iv), dall'Ucraina, e che risiede nelle vicinanze di Nicolajewka, per ricordare la tragica battaglia di cui è stata protagonista la sua città e i suoi caduti, ha intitolato la scultura di grigio carnico 'La scongiurata caduta'.
Anche Renate Verbrugge, dal Belgio, ha scolpito il grigio carnico, dandogli la forma di un cubo intitolato 'Sei come sei'. Dominika Griesgraber, dalla Polonia, ha modellato il suo blocco di rosso porfirico, 'Perielio'; lo stesso tipo di pietra utilizzata anche da Qian Sihua, dalla Cina, per l'opera 'Red'. Il friulano Angelo Brugnera, ha intitolato 'Cellula' il suo blocco di pietra piasentina; 'Penombra' di Giuseppe Maccioni, dalla Sardegna, è realizzato su un blocco di clauzetto; Simone Mocenni, dalla Lombardia, ha dedicato il fior di pesco carnico al Circolo Culturale 'Il Faro'; Daniela Romagnoli, dall'Emilia Romagna, ha forgiato il grigio nagusel per trasmettere un forte messaggio d'amore 'Anche oggi è per te'.
La collaborazione con Villa Manin, infine, è stata possibile non solo grazie al sostegno della Regione Friuli Venezia-Giulia, ma anche della Provincia di Udine, delle amministrazioni comunali di Tavagnacco, Reana del Rojale, Aquileia e Cividale, delle Cave di pietra, della Camera di Commercio di Udine e degli Istituti bancari quali Il Credit-Friuli e la Fondazione Cassa di Risparmio Udine Pordenone.
Fonte: Quotidiano Il Friuli dell'8 Luglio 2009
Scultura su pietre del Friuli Venezia Giulia
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