De Andrè, a Nuoro, tra immagini e commozione, con la videoarte. L'amico fragile non tornerà, ma la sua memoria, quella sì è destinata a rimanere per sempre. E non perchè spesso rievocata dai media; piuttosto perchè la vita e l'opera di Faber sono entrati, sin dalla storica versione di Mina della Canzone di Marinella, nella mente e nel cuore di un pubblico che non vive o subisce schieramenti di sorta, neppure quelli politici.
Un popolo che ha amato e continua ad amare la forza dei suoi testi, la poetica delle sue narrazioni; la coerenza di una personalità che, pur contrastata, non si è contraddetta. Ma anche se il ricordo di Faber è ancora così vivo e presente dopo dieci anni dalla sua scomparsa, ha comunque un'importanza notevole l'operazione memento, partita proprio dalla sua città, che fino al 21 giugno ha ospitato al Palazzo Ducale di Genova una curatissima esposizione multimediale che abbraccia la vita e la carriera del cantautore. E se la sua Genova è stata la prima a dedicargli il più che sentito omaggio, non poteva rimanere indietro la terra che lo ha adottato: la Sardegna: quella dell'Hotel Supramonte, dell'Agnata, della sua vita per metà trascorsa immergendosi nel verde tempiese tra amici sinceri e boschi, tradizione e proiezioni nel futuro.
Quale location migliore, allora, che il Man di Nuoro, museo d'eccellenza dell'Isola, al centro di quel territorio dove Faber fu reso prigioniero e rispetto al quale il cantante non ebbe mai parole di condanna. Anzi. Ecco che Nuoro raccoglie il testimone lanciato dal centro ligure. L'esposizione, dal 16 luglio al 4 ottobre, è un viaggio multimediale che sfrutta la tecnologia per sollecitare e arricchire l'anima, fortemente voluta da Cristiana Collu, direttore del museo: «Abbiamo contattato il Palazzo Ducale di Genova, non sapendo se per la mostra fosse previsto un tour. Ma quando abbiamo chiesto di poter portare l'esposizione in Sardegna, sono stati subito disponibili».
Ragioni sentimentali hanno spinto la Collu? «Non direi, non mi pronuncio sul mio rapporto con De Andrè. Non è importante. A prescindere da ciò che penso io, questa mostra mi sembra un atto dovuto verso una delle poche voci fuori dal coro del XX secolo, per di più adottato dalla nostra terra. Ed è un regalo ai suoi ammiratori».
Il percorso è costruito sui quattro piani del Museo diviso in sezioni tematiche: poetica, musica, personaggi e vita. Il visitatore potrà grazie a dei supporti di alta tecnologia sentire le sue interviste, ascoltare le canzoni, leggere le lettere, anche quelle più intime scritte al padre, guardare le foto e curiosare tra le pagelle di scuola. Ricordi di vita, dell'infanzia ligure, dei turbamenti adolescenziali, delle scelte nella maturità. E, naturalmente, il percorso professionale, i protagonisti delle sue storie, i vinili, come sono nati e quale contesto storico ha, di volta in volta, influenzato la sua scrittura.
«Una delle parti più commoventi - sottolinea la Collu- a parte le lettere al padre, è la raccolta integrale ad opera di Vincenzo Mollica delle teche Rai per un totale di cinque ore di emozioni tra le immagini».
Fonte: Quotidiano Il Sardegna del 7 Luglio 2009
Moastra su De Andrè al Museo Man di Nuoro
Via Sebastiano Satta, 27 - 08100 Nuoro
Tel: +39 0784-252110
Web:http://www.museoman.it