La Città Dipinta è visitabile percorrendo la galleria presente sotto le Terme di Traiano nell'area del Colle Oppio; l'affresco si trova sul fondo e si presenta maestoso, grande e luminoso. Non è una cosa molto semplice immaginarsi l'affresco, adesso situato nella parete di fondo della galleria, posto maestoso sulla parete dell'antico edificio su cui era stato realizzato che si trovava ad un’altezza di circa quindici metri da terra).
Grazie ai ritrovamenti ed ai reperti portati alla luce gli archeologi hanno potuto ricostruire la struttura originaria formata da un grande edificio pubblico che si erigeva in una particolare zona, che negli anni precedenti era stata distrutta dall'incendio di Roma del 64 d.C. (il famoso incendio da alcuni attribuito all'imperatore Nerone) e che poi ospitava l'area imperiale di Nerone, ovvero la Domus Aurea. Quell'edificio faceva parte di un complesso più grande di cui facevano parte tutte quelle costruzioni volute da Vespasiano e figli, al fine di restituire al popolo la proprie aree con i vari edifici pubblici. Proprio per questo motivo sono nate altre meraviglie ed altri monumenti importanti come il Colosseo, le Terme di Tito, il Foro della Pace e l'edificio dove fu affrescata la Città Dipinta.
La decorazione di questo edificio doveva essere molto particolare: la veduta di città con i suoi monumenti, il teatro, la piazza, le statue, racchiusa da mura e situata lungo la riva del mare, costituisce oggi sicuramente un esempio unico, la più grande rappresentazione finora esistente di un’antica città romana, cosa che spiega l’entusiasmo provocato dalla sua scoperta. La città, soggetto dell'immagine, è immediatamente percepibile come centro urbano proprio grazie alla raffigurazione delle sue imponenti mura, le cui tonalità di colore vanno dal bianco-giallastro al rosato e al bruno, a seconda dell'illuminazione, e sulle quali tenui pennellate più scure accennano la tessitura di una muratura composta da grandi blocchi. Le torri quadrate, poste a intervalli regolari lungo il circuito, e quelle circolari ai lati della porta principale, visibile nella parte più alta dell'affresco, propongono una visione che doveva essere abbastanza consueta per le città antiche, e ricorda perfino le Mura Aureliane, che con un panorama abbastanza simile, anche se costituite da mattoni e non da blocchi di pietra, dovevano due secoli più tardi recingere Roma, e caratterizzarla in tutte le vedute rinascimentali.
Molti studiosi si sono chiesti quale fosse la città raffigurata nella Città Dipinta e molti altri si domandano come mai fu realizzato un affresco di oltre 10 metri quadrati su questo palazzo; di che palazzo doveva trattarsi? Questi ed altri interrogativi rimangono ancora oggi e molti archeologici stanno tutt'ora studiando ed analizzando l'affresco in modo da traovare le risposte alle molte domande.