Il Palazzo delle Esposizioni fu realizzato tra il 1880 e il 1883 per connotare, con la realizzazione di un edificio dedicato alle arti, la nuova immagine di Roma capitale. Fu solennemente inaugurato il 21 gennaio 1883 con la mostra Esposizione Internazionale di Belle Arti.
L’edificio fu edificato dal Comune di Roma, che è tuttora proprietario dell’immobile, con il concorso economico dello Stato e della Provincia. Fu progettato dall’architetto Pio Piacentini (Roma 1846-1928), indiscusso protagonista dell’architettura umbertina a Roma per quanto riguarda sia l’edilizia privata residenziale che quella rappresentativa.
Nella facciata emerge l’avancorpo centrale a tre arcate, che ricorda lo schema architettonico dell’arco trionfale romano, con ampia scalinata, colonne, bassorilievi e statue. Il gruppo scultoreo che sormonta la facciata è L’Arte sorretta dalla Pace e dallo Studio, realizzato da Adalberto Cencetti. La teoria delle dodici statue ubicate sulla trabeazione furono eseguite da vari artisti romani e sono dedicate ad illustri pittori, scultori ed architetti: Della Robbia, Michelangelo, Bramante, Apelle, Apollodoro, Fidia, Rembrandt, Canova, De La Roche, Cellini, Raffaello, Bernini. Sulla facciata altre quattro sculture, poste in corrispondenza delle colonne laterali, rappresentano figurazioni allegoriche delll’Arte Industriale, dell’Architettura, della Pittura e della Scultura.
Nel corso di un secolo il Palazzo delle Esposizioni subì varie modificazioni e manipolazioni, con aggiunte di soppalchi e tramezzi, e perfino diverse destinazioni d’uso: durante l’ultima guerra fu utilizzato come dormitorio militare, ufficio elettorale, officina dell’azienda tramviaria. Negli anni ‘50 riprese l’originaria funzione espositiva ma nel 1984 venne chiuso ed iniziarono i radicali interventi di restauro. I lavori terminarono nel 1990, anno di riapertura del palazzo.
I lavori di ristrutturazione e consolidamento dell'edificio furono affidati all’architetto Costantino Dardi che lo ha riportato all’originaria luminosità e visibilità.
Uno degli elementi di maggiore novità del progetto concerne il disegno dei lucernari. Piacentini, infatti, non aprì sulle fronti del Palazzo finestre o vetrate - che avrebbero ridotto lo spazio delle superfici espositive - e ricorse a lucernari in ferro e vetro che catturavano la luce dall’alto. Questi in seguito vennero sostituiti da voltine in vetrocemento. I lucernari disegnati da Dardi ripropongono l’antica luminosità e l’originaria leggerezza: si tratta di un struttura metallica a reticolo che riprende il disegno ed il ritmo del cassettonato delle volte a botte delle sale. Su queste strutture grandi telai quadrati di tela bianca, regolati da meccanismi automatici, ruotano lentamente graduando e regolando l’intensità della luce.
I lavori di ristrutturazione hanno dotato l’edificio di una nuova rete di impianti tecnologici in linea con le moderne esigenze espositive e con gli standards internazionali: dall’impianato di condizionamento d’aria al sistema informatizzato di telesorveglianza, dall’impianto antincendio a quello antifurto, ecc.
In occasione dei lavori, il Palazzo delle Esposizioni, investito di nuovi compiti oltre a quelli tradizionalmente espositivi ed aperto a nuove funzioni, è stato dotato di una sala cinematografica e multimediale (200 posti con impianto di traduzione simultanea), di una sala teatrale (130 posti con palcoscenico mobile e flessibilità completa dello spazio scenico), di una biblioteca multimediale specializzata in arti visive (CRDAV).
Inoltre, primo tra le istituzioni museali italiane, è stato dotato di una serie di servizi commerciali - affidati in gestione a privati - adeguati alla nuova dimensione sociale dei servizi culturali: libreria, punto vendita, bar-caffetteria, ristorante-self service.
Foto Palazzo delle Esposizioni Roma
Hotel & B&B Vicino a Palazzo delle Esposizioni Roma