Hotel B&B Galleria Palatina Firenze![]()
Il palazzo, residenza della famiglia fiorentina dei Pitti, fu costruito intorno alla metà del sec. XV secondo un progetto tradizionalmente riferito al Brunelleschi: era costituito dal blocco centrale delle sette finestre di facciata sulla piazza, addossato alla collina di Boboli.
Un secolo dopo, con l'affermazione del potere mediceo sulla città stabilizzatosi nel 1530/40 con Cosimo de' Medici (ca. 1550) per farne la sua residenza, degna del prestigio granducale, i lavori di adattamento e di ampliamento del Palazzo e del giardino, furono affidati a Bartolomeo Ammannati (1561). Il nucleo brunelleschiano fu integralmente rispettato, ma inglobato in una dimensione completamente diversa, con una nuova, teatrale grandiosità e con un'articolazione manieristica degli spazi: sul dietro viene realizzato il cortile quadrato, fiancheggiato dalle due ali costruite per dare spazio agli appartamenti riservati ai vari membri della famiglia granducale, e chiuso contro la collina da un fondale con tre profonde nicchie ornate di statue e fontana. Il giardino di Boboli viene contemporaneamente strutturato dall'Ammannati, dal Tribolo e da un'équipe di scultori i cui interventi si protraggono nel secolo XVII, con la realizzazione di grotte, fontane e statue; e con un'attenta scelta e distribuzione di piante. Nel Seicento, la vita della corte medicea assume una dimensione europea e l'architettura, l'arredo e la decorazione del palazzo si adeguano alle nuove funzioni di rappresentanza. Sotto Cosimo II, Giulio Parigi (ca. 1620) allarga la costruzione con l'apertura di tre finestre per lato; l'ampliamento viene continuato sotto Ferdinando II (ca. 1640) da Alfonso Parigi, fino alle dimensioni attuali. All'interno, la distribuzione degli appartamenti secondo le gerarchie, comporta la decorazione degli ambienti che accolgono le straordinarie collezioni medicee di dipinti e di mobili: al piano nobile l'appartamento del granduca viene affrescato da Pietro da Cortona (ca. 1640) secondo una complessa iconografia intesa a glorificare la famiglia regnante, dettata da Michelangelo Buonarroti il Giovane, creando il più grandioso ciclo barocco in Firenze. L'appartamento adiacente della granduchessa viene affrescato dal Volterrano con allegorie racchiuse in ricchissime cornici di stucchi bianchi e dorati. Sull'altro lato del cortile si apriva la loggia che dava accesso all'appartamento denominato "dei principi forestieri", le cui sale conservano gli affreschi più antichi del palazzo databili al secondo Cinquecento - primo Seicento: la cosiddetta "Loggetta dell'Allori" dove Alessandro Allori (ca. 1580) dipinge contro un cielo azzurro, figure di ragazze in inediti atteggiamenti quotidiani, tra voli di uccelli e ghirlande di fiori, al di sopra di vasti paesaggi che rivestono le pareti; la "Sala di Bona", sulle cui pareti e volta il Poccetti (ca. 1601-3) dipinge le vittorie medicee contro i turchi e la gloria di Cosimo I; le sale "della Speranza", "della Giustizia", "della Temperanza", "della Carità", dove Cristofano Allori, il Cigoli, il Passignano dipingono le allegorie per Ferdinando de' Medici. Un sontuoso arredo tardobarocco caratterizzava invece l'appartamento simmetrico a quello granducale, occupato dall'erede al trono. Il Gran Principe Ferdinando de' Medici (1663-1713) vi riunisce la sua straordinaria collezione di dipinti, comprendente anche grandi pale d'altare rinascimentali richieste a chiese e conventi, con un assetto di straordinario fasto, e di grandissimo interesse perché costituirà il modello per l'allestimento della "Galleria Palatina" all'inizio dell'Ottocento. Con la morte di Giangastone nel 1737, il Granducato di Toscana passa a Francesco Stefano di Lorena, marito di Maria Teresa Imperatrice d'Austria. La dinastia Asburgo Lorena regnò in Toscana fino al 1860, con Pietro Leopoldo, Ferdinando III e Leopoldo II e con il breve intervallo napoleonico (1799-1814). La vita nel palazzo cambia radicalmente, e vengono di conseguenza apportate modifiche e innovazioni nell'architettura e nell'arredo. Intorno al 1760 si costruirono i Rondò che racchiudono la piazza (Giuseppe Ruggeri). All'interno si rinnovano le decorazioni e le tappezzerie. Ma l'evento più significativo è la decisione di Pietro Leopoldo, di stabilire la sua residenza nell'ala destra della facciata (dove aveva abitato il Gran Principe Ferdinando), e non più nell'ala sinistra che era sempre stata riservata ai Granduchi Medicei. Rimasta libera, questa zona con le sei sale di facciata affrescate da Pietro da Cortona e le quattro sale più piccole sul retro, venne destinata ad ospitare la quadreria del palazzo: cioè la Galleria Palatina. Con Pietro Leopoldo, e poi con Ferdinando III, le ricchissime collezioni di dipinti dei vari membri della famiglia Medici, in gran parte già riunite da Cosimo III, vengono sistemate sulle pareti tra la fine del sec. XVIII e i primi due decenni del sec. XIX. Il criterio dell'allestimento non è didattico, né cronologico né per scuola, ma decorativo. Apertura: Martedì-Domenica: 8.15 - 18.50 Foto Galleria Palatina Firenze
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