Piazza San Marco a Venezia sta diventando sempre più luogo ormai non vissuto dagli abitanti ma solo dai turisti. Ovviamente, la centralità quotidiana della piazza, che ancora ai primi del secolo scorso ospitava il mercato del bestiame, non andò mai disgiunta dalla consapevolezza della sua monumentalità e della unicità del luogo. Piazza San Marco, infatti, è l’unico spazio di Venezia a essere chiamato piazza, mentre quelle che nelle altre città sono le piazze, a Venezia sono chiamate campi.
Per analogia, hanno il nome di Piazzetta le due aree adiacenti, quella che dà sul Bacino e quella più piccola, sul lato sinistro della Basilica, che costituiscono con la piazza un insieme unitario. La monumentalità dell’area marciana è costituita ed esaltata soprattutto da due edifici tra i più famosi nella storia dell’arte, la Basilica di San Marco a Venezia e il Palazzo Ducale a Venezia, che non possono però essere staccati dal contesto urbanistico e architettonico dell’intera area.
Piazza San Marco appare come un complesso unitario, benché si sia costituita nell’attuale forma nell’arco di otto secoli, grazie all’elemento unificante rappresentato dal motivo del porticato terreno: pressoché ininterrotto. Piazza San Marco ha una forma trapezoidale. Quando vi si insediò il dogado, nel IX secolo, era uno spazio grande un po’ meno della metà dell’attuale piazza, tagliato da un canale, il rio Botario. La sua estensione alle odierne dimensioni, con l’interramento del rio, si ebbe con il doge Sebastiano Ziani, quando la piazza fu anche circondata da palazzi: da allora l’impianto urbanistico è rimasto praticamente immutato, nonostante le trasformazioni degli edifici.
Sempre con il doge Ziani fu pavimentata con mattoni a spina di pesce; l’attuale selciato, con tipici masegni in trachite grigia euganea e con le fasce a disegno geometrico in marmo bianco, risale agli inizi del Settecento.
L’intero lato nord della piazza è occupato dalle Procuratie Vecchie, concluse, verso la basilica, dalla Torre dell’Orologio di Venezia. Sul lato opposto si trovano le Procuratie Nuove, mentre il lato ovest, di fronte alla basilica, è chiuso dalle Procuratie Nuovissime o Ala Napoleonica.
Elemento di colore della piazza e di grande attrattiva turistica sono i colombi, che da secoli vi nidificano a migliaia. Caratteristica della piazza sono i caffè, due dei quali, il Florian e il Quadri, sono tra i più celebri locali storici d’Italia. Il Florian, sotto le Procuratie Nuove, risale al 1720: cenacolo di artisti, di intellettuali, di patrioti, è stato frequentato da tutti i visitatori illustri di Venezia. Il Quadri, sotto le Procuratie Vecchie, fu fondato nel 1638 e gareggia con il Florian per l’elenco degli ospiti famosi e per la raffinatezza dell’arredo.
Sulla sinistra della Basilica di San Marco di Venezia si trova la Piazzetta dei Leoncini, cosiddetta dalle statue settecentesche in marmo rosso di Verona dei due leoni realizzati da Giovanni Bonazza nel 1722, ora dedicata a papa Giovanni XXIII. Al centro è collocata una vera da pozzo eseguita su disegno di Andrea Tirali nel 1722 e, sul fondo, si affaccia il Palazzo Patriarcale di Venezia. La Piazzetta di San Marco si apre sul bacino omonimo ed è delimitata a est dalla Libreria Sansoviniana e a ovest dal Palazzo Ducale. Sul fondo, verso il Molo, si stagliano due colonne monolitiche di granito orientale su cui sono posti il Leone di San Marco e la statua di San Todaro (Teodoro), primo patrono della città.
Procuratie Nuove. Le Procuratie Nuove sono una costruzione edificata in Piazza San Marco nel 1586 da Vincenzo Scamozzi che proseguì i lavori sino alla sua morte, nel 1616. L’opera fu proseguita da Baldassarre Longhena che elaborò, sopraelevandolo, lo schema della libreria del Sansovino all’interno del palazzo. Da notare il maestoso portico.
Procuratie Nuovissime. Il lato ovest di piazza San Marco, quello opposto alla Basilica, è chiuso dalla Procuratie Nuovissime o Ala Napoleonica, voluta da Napoleone e costruita nel 1810, a prezzo della demolizione della chiesa di S. Geminiano, del Sansovino. Per la costruzione di questo edificio, che rispondeva agli intenti autocelebrativi napoleonici, venne scelto il progetto di Giuseppe Maria Soli che riprendeva i motivi architettonici della Procuratie Nuove, aggiungendovi un alto attico adornato da 14 statue di imperatori romani. I lavori relativi alla facciata sulla piazza terminarono nel 1814, mentre quelli della facciata posteriore, più sobria, si protrassero ancora per qualche anno. Attualmente in questo edificio si trovano la parte più consistente del Museo Civico Correr e il Museo del Risorgimento. Il primo è costituito da un’importante pinacoteca o Quadreria (collocata nelle Procuratie Nuove) e da collezioni di cimeli storici, oggetti d’arte e documenti inerenti la storia della Repubblica veneta, lasciati alla città dal patrizio veneziano Teodoro Correr (1750-1830) e accresciuti via via da continui lasciti e acquisti. Nel Museo del Risorgimento e dell’Ottocento veneziano sono custoditi documenti e cimeli sulla Massoneria, sulla Carboneria e sulle occupazioni straniere a Venezia, soprattutto l’assedio austriaco e la resa della città nel 1848-49.
Procuratie Vecchie. Le Procuratie Vecchie sono una costruzione di Piazza San Marco, lunga 150 m, eretta in un primo tempo da Mauro Condussi che nel 1500 realizzò un solo piano. L’opera fu proseguita da Bartolomeo Bon e da Guglielmo dei Grigi e conclusa dal Sansovino nel 1532.Da notare il portico e le numerose finestre ai piani superiori.