Hotel B&B Cappella Brancacci Firenze![]()
Secondo lo storico Savelli moderne tecniche farebbero tornare alla luce almeno parte dell'opera. La 'Sagra' dipinta nel '400 sarebbe stata coperta dai lavori circa due secoli più tardi.
Imprigionato in un muro da oltre 500 anni, giace un affresco che Masaccio dipinse nel primo chiostro della chiesa di Santa Maria del Carmine. Sempre che non sia andato distrutto nel cinquecento, secondo quanto attestano alcune fonti. Ma se, come ritiene lo storico dell’arte Divo Savelli sulla base di documenti seicenteschi, «gli fu costruita sopra una parete senza guastarlo», uno dei manifesti del Rinascimento potrebbe rivedere la luce. Ecco la sua storia. Era la prima domenica dopo Pasqua del 1422. Alle dieci di mattina un giovanissimo Masaccio in compagnia di mezza Firenze, assisteva alla consacrazione della chiesa del Carmine. Accanto a lui c’erano Masolino (il suo maestro), il Brunelleschi e Donatello. Una cerimonia in pompa magna, con tanto di altare e coro in piazza del Carmine. C’erano il Vescovo, il Gonfaloniere, i priori, gli ambasciatori. In amabile conversazione si intrattenevano i Soderini e i Brancacci, mercanti e principali patroni della chiesa. Il portinaio del convento, con le grosse chiavi in mano, attendeva ordini sul da farsi. La piazza era gremita, c’erano gli artisti, gli artigiani, gli umili di San Frediano e il popolo tutto. Il genio innovatore memorizzò bene il corteo cogliendone, com’era nel suo stile, gli aspetti più naturalistici e spontanei. Poi immortalò volti ed espressioni nel primo chiostro - quello da cui oggi si accede alla Cappella Brancacci - proprio sopra la porta la porta che entrava in chiesa. Dopo secoli una manifestazione pubblica era raffigurata dal vero. L’affresco divenne un punto di riferimento. Gli artisti, tra cui lo stesso Michelangelo, copiarono particolari del corteo, personaggi. È proprio grazie ai disegni del giovane Buonarroti, del Bozzoli, del Commodi e dello Zuccari, che si può ancora conoscere qualcosa dell’opera. Si, perché il patatrac ci fu tra cinque e seicento, quando i frati carmelitani costruirono il nuovo dormitorio, che andò ad agganciarsi sulla parete esterna sinistra della chiesa, proprio nel punto in cui Masaccio aveva dipinto l’affresco. Tutti i tentativi di ritrovare anche solo una parte della celebre opera, dall’ottocento ad oggi, sono falliti. Le ricerche ripartite da zero circa dieci anni fa e condotte da Savelli, avrebbero rinvenuto, grazie all’uso del georadar e della termografia, le tracce della piccola porta poi tamponata che andava in chiesa e sopra la quale sarebbe stata dipinta la Sagra. Si troverebbe all’altezza dell’androne della biglietteria per la Cappella Brancacci. Già nel 2004, dopo i dovuti accertamenti fatti dai tecnici della Soprintendenza ai Beni Culturali, era stato avviato dal Comune di Firenze, un progetto, poi finito nel nulla. La Cappella Brancacci è visitabile tutti i giorni, tranne il martedì dalle 10 alle 17 e nei giorni festivi dalle 13 alle 17. Foto Cappella Brancacci Firenze
Hotel & B&B Vicino a Cappella Brancacci Firenze
Piazza del Carmine, 14 - 50124 Firenze Tel. 055-2382195 Web: http://it.wikipedia.org/wiki/Cappella_Brancacci |
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