Riapre al pubblico la Pinacoteca Torinese con una veste in grado di unire le sue due anime storiche: quella museale e quella didattica.
Riapre al pubblico, con un allestimento totalmente rinnovato, la Pinacoteca Albertina, negli spazi già ristrutturati nel lontano 1996. Grandi novità di questa riapertura l'esposizione temporanea di una terracotta di Luigi Mainolfi e l'acquisizione in comodato permanente di uno dei maggiori dipinti della maturità di Lalla Romano, una veduta che rappresenta il giardino Martiny, non più esistente, visibile dalla finestra dell'appartamento torinese della scrittrice e artista in via Vespucci.
Il riordino ha voluto privilegiare la chiarezza espositiva e l'immediatezza della comunicazione grazie ad un apparato esplicativo in forma di pannelli e lunghe didascalie capaci di offrire una guida esauriente per la comprensione delle opere. È anche stato avviato per i non vedenti e gli ipovedenti un percorso di visita con il metodo della lettura tattile, in futuro poi esteso a tutte le opere esposte.
I maggiori interventi hanno riguardato un nuovo impianto di climatizzazione delle sale, una loro nuova illuminazione affidata in gran parte alla luce naturale ed una tinteggiatura policroma delle pareti studiata per valorizzare le opere e suddividere visivamente le diverse sezioni espositive. Nel riordino dei dipinti è stato ripristinato il disegno espositivo precedente, correggendo alcuni spostamenti che lo avevano alterato nel corso degli anni. Le sale 1-6, con pareti rosse, sono dedicate ai dipinti legati all'Accademia nel 1828 da monsignor Vincenzo Maria Mossi di Morano, tra cui opere di maestri piemontesi, quali Defendente Ferrari e Martino Spanzotti.
La sala sei costituisce una novità nel percorso, divenendo una cerniera tra la collezione Mossi e gli ambienti dedicati alla storia successiva dell'Accademia; accoglie copie di celebri dipinti del Raffaello, Andrea del Sarto, Caravaggio, Guido Reni e Rubens.
La seconda parte del percorso, con le sale tinteggiate di azzurro, è dedicata alle opere di maestri e allievi dell'Accademia della prima metà dell'Ottocento, tra cui gli acquerelli di Giuseppe Pietro Bagetti. La decima sala ospita l'importante collezione di cartoni di Gaudenzio Ferrari e della sua scuola, donati nel 1832 da Carlo Alberto. Le ultime due sale, tinteggiate di verde, ospitano opere della seconda metà dell'Ottocento e Novecento, tra cui il nucleo di dipinti di Giacomo Grosso e appunto l'importante paesaggio di Lalla Romano.
La Pinacoteca è aperta dal lunedì al sabato, dalle 10,00 alle 18,00
Domenica chiusa.