Villa Pisani fa il pieno di visitatori avamposto del contemporaneo. Dopo aver ospitato nobili e corti, la dimora napoleonica rivive un grande fermento culturale. Oltre 25mila appassionati all'esposizione con Kounnellis, Paladino, Pistoletto e altri grandi.
Ideale continuazione in terraferma del Canal Grande Veneziano, la maestosa Villa Pisani di Stra dopo aver ospitato nelle sue stanze dogi, re e imperatori, oggi rivive un grande momento di fermento culturale. Museo nazionale che conserva opere d’arte e arredi del Settecento e dell’Ottocento tra cui il capolavoro di Gianbattista Tiepolo, è uno dei pochi luoghi in Italia che non subisce la crisi museale. In un contesto nazionale in cui anche nelle grandi città si registra un calo di visitatori a mostre e musei, Villa Pisani segnala infatti un incremento nel 2009 di un 17% in più di visitatori rispetto al 2008.
Trasformatasi in una sorta di avamposto dell’arte contemporanea grazie alle grandi mostre di livello internazionale che ospita, la villa di 114 stanze segna il cammino verso la Biennale con un’esposizione, I classici del contemporaneo, promossa e sostenuta dalla Regione Veneto, che fino al primo novembre porta negli spazi del Museo Nazionale opere di Anish Kapoor, Anselm Kiefer, Jannis Kounnellis, Richard Long, Mario e Marisa Merz, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone e Michelangelo Pistoletto.
Questi grandi rappresentanti dell’arte contemporanea riuniti per la prima volta a Villa Pisani, e tutti nomi di punta della Biennale veneziana, hanno richiamato circa 25.000 visitatori per il capolavoro e la magia di veder dialogare nuove visioni artistiche negli spazi di una dimora del Settecento.
Reduce dal successo di Mimmo Paladino, che l’anno scorso accolse a Stra oltre 60.000 visitatori, e dall’esposizione su Emma Ciardi, Villa Pisani si pregia di un altro titolo: quello di vincitrice del Premio Il Parco più bello d’Italia 2008. Con un recupero minuzioso del giardino e l’intervento di Munus Spa che sovvenziona mostre e progetti culturali, la villa vive un periodo di fermento e particolare interesse sia a livello artistico che architettonico con il recente recupero della sala da pranzo in cui spicca il grande valore di un servizio di piatti utilizzato dalla corte napoleonica e del prezioso centrotavola in alabastro in stile neoclassico.
Da poco recuperata anche una toeletta dell’epoca che può essere segnalata come il prototipo di una delle prime vasche idromassaggio.