Hotel B&B Palazzo Cocchi Serristori Firenze

Palazzo Cocchi Serristori Firenze
Al numero uno della piazza, oggi, c'è la sede del quartiere 1. Ma l'edificio ha una lunga storia, che parte dai romani e arriva fino a Napoleone. Il sole è il simbolo sempre presente, che si rincorre nei secoli. Ci sarebbe anche l'impronta dell'Alberti.
Dai bordelli dei romani (i lupanari) alle stelle. Al civico numero uno di piazza Santa Croce di Firenze, proprio di fronte alla chiesa, c'è un edificio che ci conduce in un viaggio a ritroso nei secoli. E che ha fatto del sole il trait d'union della sua storia.
Il sole fogliato rilucente riportato in facciata come simbolo astrologico dell'Uno della filosofia neoplatonica. Siamo nel quattrocento, ai tempi di Lorenzo Il Magnifico. Quando i Cocchi, influente famiglia di mercanti in ascesa, molto vicina al Magnifico, danno incarico a Giuliano da Sangallo di realizzare un palazzo che celebri con la sua originale facciata i dettami dell'Accademia Neoplatonica di Marsilio Ficino.

Sono gli anni in cui alla corte dei Medici proliferano filosofi ed artisti come lo stesso Botticelli e il giovane Michelangelo. Qualche secolo più tardi, alla fine del settecento, torna il sole nell'iconografia del ciclo di affreschi all'interno del palazzo, ma stavolta come simbologia massonica legata alla luce della ragione che ci salva dalle tenebre dell'ignoranza . È tutto nel racconto dell'architetto Giampaolo Trotta, che ha curato su incarico del Comune di Firenze, un volume sulla storia di Palazzo Cocchi Serristori, sede del Quartiere 1. Si fa quasi fatica a stargli dietro. Allora, cerchiamo di andare per gradi.

Il palazzo Cocchi Serristori sorge sull'anfiteatro romano di Florentia. Nei suoi anfratti in disfacimento, che si presentavano come delle vere e proprie grotte, si stabilirono poi le case di tolleranza, i cosiddetti 'lupanari' dal latino lupinaria, che prendevano il loro nome dall'usanza popolare di chiamare lupe le prostitute. In epoca medievale sarebbe passata di li addirittura una cinta muraria. In seguito vi si insediarono le case dei Peruzzi, che in Santa Croce hanno la loro cappella decorata da Giotto e che nella zona possedevano numerosi edifici.
Ma la riedificazione rinascimentale del palazzo, avvenuta tra il 1485 al 1491, si deve interamente ai Cocchi. E qui sta la novità che si trova nella nuova edizione del volume sulla storia del palazzo, già edito nel 2004 sempre a cura di Trotta.

Secondo gli studi dell'architetto, confermati da una serie di prove, sarebbe stato addirittura usato un vecchio progetto rimasto 'congelato' di Leon Battista Alberti. Al grande architetto artefice della facciata di Santa Maria Novella, Giuliano da Sangallo si sarebbe largamente ispirato nella realizzazione. Il palazzo fu uno dei primi a riportate i tre ordini architettonici in facciata, dove troviamo appunto il sole fogliato rilucente collegato alla filosofia neoplatonica.
Il ciclo interno di affreschi, che necessiterebbe di un restauro, si riferisce invece alla simbologia massonica. A quel tempo la proprietà era passata ai Serristori, massoni e legati per matrimoni delle donne alla famiglia Bonaparte. Ma Trotta smentisce, che l'edificio sia stato sede della Loggia Massonica ai tempi di Napoleone.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 12 Ottobre 2009


Foto Palazzo Cocchi Serristori Firenze

Palazzo Cocchi Serristori Firenze


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Palazzo Cocchi Serristori Firenze
Piazza di Santa Croce, 1- 50122 Firenze
Tel. 055-2767622
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