Scoperta a Cala Vacca un'area di oltre novanta metri quadrati sul mare ricoperta abusivamente di sabbia da cantiere. Capitaneria di porto e Arpas a caccia dei responsabili dello scempio ambientale commesso sulla riva.
Mentre il comune di Stintino e la Regione Sardegna investono centinaia di migliaia di euro per capire le cause dell'erosione del litorale turchese e salvare la spiaggia della Pelosa, qualcuno poco più a sud decide che basta qualche camion di sabbia da cantiere per rendere appetibile la costa ai turisti. Accade a Cala Vacca, nella spiaggetta sotto Punta Negra, a poco meno di due chilometri dalla spiaggia della Pelosa.
La segnalazione è arrivata alla capitaneria di porto di Porto Torres. Perciò mercoledì mattina gli uomini della delegazione di spiaggia di Stintino guidati dal maresciallo Agatino Carciola, insieme a tecnici dell'Arpas, hanno provveduto a sequestrare l'area. Una spiaggetta abusiva di circa 90 metri quadrati. Ottenuta riversando sulle alghe secche spiaggiate tonnellate di sabbia di cava a grana grossa. Un lavoro al momento ancora anonimo. Che per qualità - per fortuna non per quantità - supera l'obbrobrio del ripascimento effettuato al Poetto di Cagliari.
Intorno alla spiaggia abusiva - che fino a mercoledì era utilizzata dai turisti ignari - insistono diverse attività, fra cui un residence, un ristorante e un diving centre. L'area sequestrata è in parte del demanio, perchè a ridosso del bagnasciuga a un metro e mezzo dal mare, in parte di un privato. La direzione provinciale dell'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente ha prelevato un campione del materiale siliceo per analizzarne la provenienza e soprattutto per verificare attraverso un'indagine chimico-fisica che non siano presenti sostanze nocive per l'uomo.
Il sequestro cautelativo del tratto di Cala Lupo, nella zona di Punta Negra, è solo il primo passo. Non appena verrà rintracciato il responsabile sarà chiesto anche il ripristino ambientale dell'area. Almeno per rispettare un principio che ha visto in questi due anni municipio e Regione spendere già circa 200mila euro per intervenire sull'erosione della costa più a nord, all'altezza della Pelosa. Con l'impiego di esperti dell'Ispra (ex Icram), l'uso di barriere fisiche e passerelle. Come sembra chiedere un tratto di costa che deve il suo fascino proprio alla delicatezza dei propri fondali e della propria sabbia. E come sembrano chiedere le istituzioni: che proprio da quelle parti qualche giorno fa hanno espresso la volontà di investire ancora per allontanare strade e cubature dalla riva.
Fonte: Quotidiano Il Sardegna Nord del 4 Settembre 2009
Foto Spiaggia La Pelosa a Stintino
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Spiaggia La Pelosa a Stintino Spiaggia La Pelosa - Stintino - Sassari Tel.