A Villa Manin illustrato il bilancio positivo del comparto, trainato da mare e spiagge. Di Giovanni annuncia: «Entro quest'anno cambieremo logo e slogan di promozione».
Buone notizie per il settore turismo in regione: trainata dal settore balneare, la stagione 2009 si è conclusa con incrementi positivi sia per quanto riguarda gli arrivi (+1,4%) che le presenze o pernottamenti (+2,5%), in netta controtendenza rispetto al mercato turistico nazionale, in profondo rosso. E c'è una novità: nel corso dell'anno il Friuli-Venezia-Giulia cambierà il logo turistico e lo slogan Ospiti di gente unica, come annunciato dal direttore dell'agenzia Turismo Fvg Andrea Di Giovanni.
«Lavoreremo su nuove parole chiave - ha anticipato - come emozione, qualità, calore, passione, sentimento, rilevanza, immediatezza, modernità e internazionalità».
I dati sono stati resi noti ieri nel corso della Giornata regionale del Turismo organizzata a Villa Manin dall'Agenzia Turismo Fvg, alla presenza del vicepresidente, Luca Ciriani. Tra i numerosi elementi positivi riportati, spicca l'andamento degli arrivi di turisti stranieri che sono cresciuti fino al +2,8% annuo. In ambito nazionale, oltre ai turisti provenienti dalla regione (cresciuti del 3,1), crescono anche le presenze dal Veneto (3,3), Lombardia (+2,2), Trentino-Alto-Adige (+6,5), Toscana (+7,1) e Emilia Romagna (+2,9).
Costante pure la crescita della presenza di stranieri, confermando un elevato tasso di fidelizzazione: oltre allo zoccolo duro di Austria (+8) e Germania (+12%), registrano incrementi nelle presenze anche i Paesi dell’est Europa: Russia (+27), Slovenia (+23,6), Repubblica Ceca (+17,2) e Slovacchia (+9,3). Tra i vari settori, il mare che costituisce il 70% di tutto il turismo regionale, è quello che funge da autentica locomotiva: da maggio a settembre +6,7 sia negli arrivi che nelle presenze. La novità è rappresentata da Grado in cui gli arrivi incrementano in modo decisivo (+7,4) seguiti questa volta anche dalle presenze (+1,8) che si attestano dopo tempo in zona positiva.
La performance del comparto è consolidato dai dati di Lignano (+6,6 di arrivi e +7,3 di presenze) nonché da quello della riviera triestina (+3,9 di arrivi e +35 nelle presenze, grazie all’apporto particolarmente incisivo dei campeggi). I capoluoghi, a parte Trieste, segnano tutti valori negativi: Gorizia registra -17%, Udine è a -6,5 mentre Pordenone chiude l’anno con -3,3.
Anche la montagna fatica, con la Carnia che arretra del 6,6% e il Tarvisiano (-4,7), disertati dai turisti stranieri. Riguardo, infine, alla tipologia di strutture, vincono le soluzioni che coniugano costo accettabile a buon livello del servizio offerto: bed & breakfast (+23%), strutture sociale (+19,3), residenze turistico-alberghiere (+16), alberghi diffusi (+12,4) e affittacamere (+8,5). In calo gli hotel (-0,5).