La Moratti e La ussa inaugurano il Festival della luce: 85 chilometri di luminarie e installazioni. Sullo sfondo il bilancio del Comune ed Expo. Bossi: non violeremo il patto di stabilità.
Il respiro resta sospeso, le parole nella gola. Poi le centomila lampadine si accedono a illuminare l'abete di piazza Duomo e dalle bocche di chi ieri ha sfidato il freddo intenso per assistere all'accensione delle luci natalizie è uscito un 'oh' liberatorio. Sono partiti gli applausi. Via al Natale milanese. Che quest'anno si consumerà in una lunga scia di luce: 85 chilometri di luminarie in stile liberty che rievocano l'Expo del 1906. A far brillare le installazioni, vere e proprie opere d'arte, il sindaco Letizia Moratti accompagnata per le vie del centro (prima nel tram Atm illuminato a festa, poi a piedi in piazza Duomo, Galleria e piazza della Scala) dal vice Riccardo De Corato e dall'assessore all'Arredo Urbano Maurizio Cadeo(l'artefice di Led, il Festival della Luce) e il ministro della Difesa Ignazio La Tussa.
Tutto intorno un bagno di folla. Basti pensare che alle 17 di ieri piazza Duomo era gremita.
Prima tappa, da piazza Fontana fino a via Dogana nel tram dell'Atm illuminato a festa e sponsorizzato da Coca Cola. Ressa, foto, passanti con la bocca spalancata. La Russa si lascia andare: «Oggi Milano è la vera Ville Lumiere, oggi Milano è meglio di Parigi». Davvero ministro? Di fatto le installazioni create attraverso un concorso internazionale di architetti e quelle degli allievi delle accademie della città animano tante suggestioni. «Milano capitale della luce, Milano in festa, Milano che mostra il suo volto più bello per creare un’atmosfera di allegria nella quale tutti possono partecipare e possiamo accogliere chi viene nella nostra città», puntualizza il sindaco.
In piazza Duomo 500 lanterne di luce, simbolo dello spirito natalizio, volano verso il cielo e rischiarano la notte milanese. Sullo sfondo le vetrate del Duomo illuminate dall'interno. Resteranno così, ha spiegato il sindaco, per tutto il periodo natalizio. La cattedrale è spettacolare: la Moratti ha approvato e rilanciato l'idea della sottoscrizione che la Veneranda Fabbrica ha avviato per raccogliere fondi per il restauro. Subito dopo è la volta dell'albero, alto ben 50 metri. Un trionfo di luce e di diecimila fiori bianchi.
Bagno di folla, poi, in Galleria: dalla cupola al centro dell'Ottagono pende un enorme ramo di vischio. Ogni volta che ci sia bacia la cupola si illumina di blu, come un cielo stellato. E per ogni bacio un euro andrà in beneficenza all’associazione umanitaria Cesvi per un progetto contro la fame rivolto ai bambini dell’Uganda. Qui il fuoriprogramma: una donna chiede al sindaco di poter assistere di nuovo alla prima della Scala attraverso il maxischermo in Galleria.
La Moratti si impegna: sarà per l'anno prossimo però.
Infine, ultima tappa, piazza della Scala: uno spettacolo di luci e suoni, rende omaggio alla Carmen di Bizet. Figure leggere, chiaroscuro, luce e ombra sulla facciata del Piermarini. Che si potranno ammirare anche oggi alla prima, se il prefetto permetterà di spegnere l'illuminazione della piazza. Sullo sfondo, per una volta, sono rimaste le questioni politiche. Come la possibilità che Milano possa sforare il patto di stabilità per investire su Expo. Il ministro Umberto Bossi, che a Milano ha visitato il presepe, ha teso la mano: «Faremo le cose senza uscire dal patto di stabilità».