Hotel Festa di San Gennaro a Napoli
Italy Hotels Reservation
Cerca il tuo Hotel sulla mappa
Home Page
Abruzzo (25)
Basilicata (8)
Calabria (26)
Campania (80)
Emilia Romagna (85)
Friuli Venezia Giulia (8)
Lazio (108)
Liguria (56)
Lombardia (67)
Marche (27)
Molise (6)
Piemonte (59)
Puglia (88)
Sardegna (91)
Sicilia (207)
Toscana (278)
Trentino Alto Adige (22)
Umbria (42)
Valle d Aosta (3)
Veneto (98)


Ricerca per Area

Arcipelago della Maddalena
Argentario
Capo Vaticano
Chianti
Cilento
Cinque Terre
Città del Vaticano
Costa degli Etruschi
Costa Paradiso
Costa Smeralda
Costa Verde
Costiera Amalfitana
Crete senesi
Dolomiti
Gallura
Golfo Aranci
Isola d Elba
Lago di Barrea
Lago di Como
Lago di Endine
Lago di Garda
Lago di Lugano
Lago di Massaciuccoli
Lago Maggiore
Lago Trasimeno
Langhe
Maremma Toscana
Monte Abetone
Monte Bianco
Monte Rosa
Parco del Cilento
Parco dell Etna
Parco delle Madonie
Parco Fluviale Alcantara
Parco Nazionale Abruzzo
Parco Nazionale Circeo
Parco Nazionale del Gargano
Parco Nazionale del Gennargentu
Parco Nazionale dell Alta Murgia
Parco Nazionale della Sila
Parco Nazionale Gran Paradiso
Parco Nazionale Stelvio
Riviera Adriatica
Salento
Taormina
Tigullio
Val d Orcia
Versilia



Festa di San Gennaro a Napoli

Festa di San Gennaro a Napoli Il patrono e protettore di Napoli. Il nome Gennaro, deriva dalla trasformazione napoletana di Ianuario. Il miracolo di San Gennaro ha radici lontanissime. La prima notizia certa sulla liquefazione del sangue risale al 17 agosto del 1389, durante i festeggiamenti per l’Assunta.
Sono diversi gli elementi che caratterizzano la tanto attesa festa di San Gennaro. L’appuntamento è ogni anno per sabato 19. Fiato sospeso per i fedeli che sperano nella liquefazione del sangue del santo, contenuto all’interno di una teca nel Duomo cittadino. Il patrono protettore di Napoli è ormai un punto fermo nel panorama partenopeo. Il suo vero nome era Ianuario. Discendeva, infatti, dalla famiglia gentilizia Gens Januaria, sacra al bifronte dio Giano.
Il nome Gennaro, che era in realtà il suo cognome deriva dalla trasformazione napoletana di Ianuario. Il suo nome di battesimo, stando a fonti non ufficiali, fu Procolo. Trovò il martirio per ordine del giudice anticristiano Dragonzio quando nella prima metà del III secolo, in piena persecuzione cristiana da parte di Diocleziano, San Gennaro vescovo di Benevento si recò a Pozzuoli per fare visita ai fedeli.

Il suo sangue, oggi, è custodito in due piccoli balsamari vitrei e di aspetto diverso databili ai primi decenni del IV secolo. Sono tre le date in cui ci si aspetta il ricorrente prodigio: la vigilia della prima domenica di maggio (prima traslazione), il 16 dicembre (anniversario dell’eruzione vesuviana del 1631) e il 19 settembre (data del martirio). I tempi per la liquefazione del sangue variano. L’attesa può durare qualche secondo, ore o giorni.
Per i fedeli questo non conta, pregano perché ciò avvenga.

Così anche quest’anno Napoli e la sua gente aspettano con ansia il miracolo di San Gennaro. Si sa, i napoletani sono superstiziosi e se il miracolo dovesse ritardare o non avvenire credono porti male. Se si anticipa, invece, è festa. E come non dargli ragione se si torna indietro al 1980. In quell’anno, per i fedeli, il ritardo del miracolo del 19 settembre annunciò il catastrofico terremoto del 23 novembre. Ma, tra fuoriprogramma e liquefazioni mancate, non sempre la reliquia più cara ai napoletani si comporta secondo le attese.
Il 17 dicembre 2006, infatti, il santo lasciò con un nulla di fatto la trepidante folla che attendeva la liquefazione di turno. Conclusa la messa, in quell’occasione, non si poté fare altro che riporre l’ampolla al suo posto tra la delusione dei fedeli che attendevano il tanto acclamato miracolo.

Rispetto a questo caso, però, non ci sono ipotesi ufficiali sulle conseguenze. Andarono diversamente le cose nel maggio 2004 quando il miracolo si è fece aspettare per un giorno. Nel febbraio 2005, invece, il miracolo avvenne con ben due mesi di anticipo rispetto alla data prevista, che era la prima domenica di maggio. Probabilmente, quella volta, il santo apprezzò la presenza di un folto gruppo di Comunione e Liberazione accorso per la messa.

Il miracolo di San Gennaro ha radici lontane. La prima notizia certa sulla liquefazione del sangue risale al 17 agosto del 1389. Per la festa dell’Assunta il partito filoavignonese indisse grandi festeggiamenti cittadini per accogliere un’ambasceria proveniente da Avignone, nel corso dei quali vi fu anche l’esposizione pubblica della reliquia del sangue di San Gennaro. La cronaca racconta che il sangue si era liquefatto come se fosse sgorgato quel giorno stesso dal corpo dando l’impressione che il miracolo stesse avvenendo per la prima volta.

Da allora il culto si andò intensificando sempre più portandosi con se credenze popolari e superstizioni. Ogni anno si aspetta il miracolo e Napoli in pompa magna si prepara a festeggiarlo con fuochi d’artificio sparati appositamente per l’occasione.

Tutti insieme in coda per il Santo. 'O miracolo'. Non c’è argomento che tenga, più si avvicina la festa di San Gennaro, più i napoletani si concentrano su quanto deve, o meglio dovrebbe, accadere sabato 19 settembre. La preparazione è fondamentale. Particolare cura si dedica, soprattutto, alla serie di rituali che accompagnano l’evento fino alla liquefazione del sangue del santo patrono, protettore della città. Sono tantissimi i devoti che si riuniscono al Duomo, tutti invocano il miracolo con preghiere, suppliche e litanie in napoletano.

E in un’atmosfera del genere, per un evento che il capoluogo partenopeo sente fortemente come potrebbe mancare la nota di colore? Ecco pronte, dunque, anche le così dette parenti di San Gennaro. Si tratta di anziane signore che sanno come implorare con particolare intensità l’intervento del santo. La loro folkloristica presenza si rifà ad antiche tradizioni napoletane, esistenti ancor prima del culto del patrono napoletano. Ma ciò che crea, al tempo stesso, emozione ed ansia tra i fedeli è sicuramente l’arrivo dell’ampolla contenente il sangue del santo. E' questo il momento in cui al Duomo cade un silenzio profondo, la liquefazione cattura ogni attenzione. La speranza è sempre che il miracolo accada negli otto/dieci minuti classici di attesa, quando c’è il ritardo allora l’ansia ha motivo d’esserci volendo seguire le superstizioni dei napoletani.

Tra i rituali che accompagnano il miracolo di San Gennaro c’è poi, quello della processione dal Duomo. La Cappella di San Gennaro in Duomo fu costruita nei primi anni del Seicento per assolvere al voto fatto dai napoletani durante la peste del 1527. Da allora, il miracolo ebbe una sede precisa e fastosa, nella quale il popolo accorreva nei casi di emergenza cittadina per invocare a gran voce la salvezza dal Santo, anche senza risparmiargli i più coloriti appellativi nel caso di ritardi eccessivi.

Siamo di fronte ad una tradizione che si perde nei secoli, ricorda la prima traslazione delle reliquie del martire dall’agro Marciano alla catacomba extramuraria di Napoli ad opera del vescovo Giovanni I. Anticamente i religiosi vi partecipavano con ghirlande di fiori sulla testa, usanza questa abolita poi nel Seicento. La processione viene soprannominata dal popolo come 'processione delle statue'. Un soprannome attribuitagli per la presenza appunto delle statue in argento dei santi compatroni. Con la processione fede e di folclore si fondono assieme in un unico grande momento di autentico spettacolo.

Sui terrazzi vengono esposti per l’occasione garofani, rose e fiori d’ogni genere. Non sono da meno i balconi con coltri di damasco o di broccato, drappi di seta conservati da anni e stesi all’aria per la festa. La processione di qualche anno da era ancora più intima, raccolta e densa di commozione. All’andata si percorreva Spaccanapoli, tra le case del centro dove una pioggia di fiori cadeva dai balconcini delle case della vecchia Napoli.
La gente si stringeva intorno al santo in quelle stradine che davano più voce alle preghiere e ai canti. Petali di rose accompagnavano il passaggio del Patrono tra il grido dei fedeli che acclamavano in coro: Viva San Gennaro!

D’altronde si sa San Gennaro non significa soltanto devozione religiosa nei confronti di un santo prestigioso con alle spalle una storia che dura da anni. Esso rappresenta anche un punto di riferimento per credenze popolari, moltissime delle quali pure e semplici superstizioni.

Fonte: Quotidiano Il Napoli del 30 Novembre 2009


Web: http://it.wikipedia.org/wiki/San_Gennaro





© - Powered by Toscana by Net - Realizzazioni siti internet  -  Email: info[at]firenze-online.com