I decumani di Napoli. Scoprire cosa c’è nel cuore della città. Spacca Napoli tra sapori, profumi, colori, suoni e arte, meraviglie alla portata di tutti ma spesso sconosciute.
Pochi sanno che nel cuore di Napoli, tra le tante meraviglie che si possono ammirare c’è addirittura un altare scolpito da Donatello è una sua opera il paliotto dell’altare nella chiesetta di Sant’Angelo a Nilo, nella piazzetta, all’angolo con via Mezzocannone. Quante volte ci saremo passati davanti senza dargli al giusta importanza, eppure basta fermarsi qualche secondo per ammirare la bellezza di quella pietra bianca alleggerita da bassorilievi in grado di farci vivere emozioni alle quali ormai non siamo più abituati.
Ma questa è solo una delle innumerevoli sorprese che questa meravigliosa città ci riserva, il centro storico gronda di monumenti che lasciano di stucco anche il visitatore più disincantato. Un angolo di paradiso? La chiesa di Santa Patrizia, in via San Gregorio Armeno uno spazio dorato, pieno di presenze angeliche e sorrisi rassicuranti: è il pennello inconfondibile di Luca Giordano ad averle fermate lì per sempre.
Un monito alla vita sono i cranii di bronzo messi in bella mostra davanti alla chiesa delle Anime del Purgatorio ai Tribunali, ricordo continuo della morte per esortare i viventi a comportarsi bene, assai frequente nel Seicento ma di cui lo scultore ha dato una rappresentazione particolarmente realistica.
Il dolore e la gioia, la bellezza e l’orrore procedono affiancati nella città dalle mille contraddizioni e dalle centomila sorprese che si rivelano solo a chi sa aver occhi per vederle. Ma 'spaccanapoli' non è solo bella da vedere, ma meraviglia anche per naso e palato, le viuzze del centro antico sono piene di cose buone da gustare: tra pasticcerie e pizzerie non c’è che l’imbarazzo della scelta. Babà profumati di rum, sfogliate calde e pastiere odorose di fior d’arancio, ma anche i dolci napoletani, le cassate e i cannoli, le teste di moro e i bigné freschissimi…
I vicoli dove ancora si vedono i panni stesi ad asciugare si riempiono di aromi inconfondibili. Un invito al piacere del palato che si ripete quando ci si accosta alle pizzerie dominate dal grande forno a legna, e da pizzaioli capaci di maneggiare con maestria la pasta, messa a crescere per ore col lievito naturale. Come non tenere in considerazione l’artigianato locale, il centro storico è da sempre un generatore di energie creative. Oltre alla consolidata tradizione del Presepe, che vede concentrate nella strada di San Gregorio Armeno i più importanti laboratori artigiani del settore, diversi artisti hanno scelto il cuore di Napoli come luogo di ispirazione e di stimolo per l’invenzione estetica.
Non è un caso, infatti che l’Accademia di Belle Arti, che ha avuto fra i suoi docenti firme del calibro di Vincenzo Gemito, Domenico Morelli e Filippo Palizzi, si trovi a due passi da lì. Per non parlare del Conservatorio di San Pietro a Majella, dove hanno studiato i più bei nomi della musica italiana, e che è sede di un piccolo ma preziosissimo museo di strumenti musicali ed oggetti appartenuti a grandi maestri del passato. Numerosi sono i concerti che, in occasione del Maggio dei Monumenti, si effettuano al centro storico, non solo al Conservatorio, ma anche in alcune chiese non più aperte al culto e recuperate come spazi musicali ed espositivi.