La Gioconda nuda
Luci rosse sul genio di Leonardo. L'artista, scienziato, ingegnere e pittore di Vinci continua a far parlare di sé. Questa volta, per la curiosa teoria formulata dallo studioso fiorentino Renzo Manetti, che nel saggio edito da Polistampa Il Velo della Gioconda, Leonardo segreto, sostiene che il pittore toscano, oltre al capolavoro esposto al Louvre, realizzò anche una Gioconda 'desnuda', andata distrutta.Un'ipotesi questa che, se certamente non mancherà di far storcere il naso agli esperti, secondo Manetti deve essere ricollegata all'uso, diffuso in passato, di rappresentare l'aspetto celestiale e quello volgare della stessa donna-dea. Il dipinto, stando a tale ricostruzione, avrebbe così mostrato una Figura a seno scoperto, seduta sul balcone, nella stessa posa e probabilmente con lo stesso sorriso malizioso e appena accennato della Monna Lisa. La realizzazione sarebbe da far risalire inoltre al periodo romano di Leonardo, quando cioè egli si tuffò a capofitto nello studio della filosofia e delle dottrine esoteriche. Anche se il dipinto è andato perduto - spiega Manetti - esistono almeno una decina tra riproduzioni e opere di analogo soggetto, eseguite da allievi e discepoli, che ci permettono di ricostruire l'originale. L'autore del saggio fa riferimento, in particolare, a dipinti come la Monna Vanna, realizzata dall'allievo e amante di Leonardo, Salaino (vero nome Gian Giacomo Caprotti), oppure a La Velata e La fornarina di Raffaello, dove il medesimo soggetto è ritratto, prima coperto da un velo, poi a seno nudo. Ma se di sicuro la teoria sulla doppia Gioconda è destinata a infiammare tutto lo Stivale, c'è un'altra opera di Leonardo, esplicitamente osé e in perfetto stato, che a breve farà discutere anche Oltreoceano. Si intitola L'angelo incarnato e mostra una figura sorridente, dai tratti androgini, con il seno poco pronunciato e il membro maschile in erezione. Secondo diversi studiosi il soggetto non sarebbe altro che lo stesso Caprotti. Ma quel che è ancora più affascinante è che, in questo ritratto l'allievo di Leonardo assomiglia in modo evidente proprio alla Gioconda. Adesso saranno gli americani però a sfidarsi, e fino all'ultima interpretazione, visto che dal 2 al 12 dicembre L'angelo incarnato verrà esposto a Los Angeles con altri due disegni leonardiani dei primi del 1500, realizzati dall'artista quali studi scenografici per le opere di teatro di Angelo Poliziano. I lavori in mostra saranno presentati dallo studioso Carlo Pedretti e verranno abbinati all'ultima installazione dell'artista visuale Bill Viola, intitolata The Last Angel. Intanto, tra visioni doppie e ambiguità senza tempo, mentre ci si affanna a 'svelarla', la Gioconda continua a sorridere, e pure in buona compagnia. Fonte: Quotidiano Il Firenze del 17 Novembre 2009 |
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