Numero dei visitatori in lieve crescita in provincia, nei primi nove mesi dell'anno. Preferite le strutture extraalberghiere. Tra gli stranieri prevalgono tedeschi e austriaci.
Verona città d'arte attira sempre meno turisti. Calano gli arrivi, ossia i visitatori della 'toccata e fuga', e calano soprattutto le presenze, in strutture alberghiere ed extra-alberghiere. È questo l'unico, e significativo, dato negativo che emerge nel bilancio sul turismo scaligero, nei primi nove mesi dell'anno. Numeri dopotutto positivi, quelli relativi all'intera provincia: c'è stata una lieve crescita degli arrivi (2,38 per cento) e delle presenze (+3,41) rispetto al 2008, che però riguarda il comparto extra alberghiero.
Gli hotel subiscono, invece, un leggero calo dello 0,70 percento (arrivi) e del 2,43% (presenze).
LA CRISI. «A settembre c'è stato un grosso aumento nel flusso di turisti, a indicare che le serate organizzate all'Arena sono di grande attrattiva per i visitatori», ha commentato l'assessore comunale al Turismo Mimma Perbellini. Certo, chi viene ai concerti però si ferma poco, come raccontano i dati relativi al turismo in città: 3,87 per cento in meno di arrivi negli alberghi rispetto allo stesso periodo del 2008, -7,76 per cento le presenze. Va meglio per l'extra alberghiero, ossia villaggi, bed&breackfast, campeggi che hanno assistito ad un aumento, seppur lieve, dei turisti.
La città è l'unico neo, insieme alla pianura. Anche qui il calo turistico è consistente rispetto ai primi nove mesi del 2008. Un calo che riguarda però le sole strutture alberghiere, che registrano un meno 5,96% degli arrivi e un meno 13,88% delle presenze. Nel complesso la provincia ha retto la crisi. Ad alzare la media è il lago di Garda: aumentano gli arrivi e le presenze, sia nelle strutture alberghiere che nelle extra alberghiere. «Da un paio di settimane - ha spiegato l'assessore provinciale al Turismo Ruggero Pozzani - abbiamo attivato uno studio pilota sul comprensorio del Garda, per capire le potenzialità di un progetto di indagini qualitative che potrebbe essere applicato a tutta la provincia. Gli arrivi dipendono in parte da fattori esterni, quali la congiuntura economica e politica del momento, mentre la capacità di far tornare un ospite dipende dalla risposta del territorio ai suoi bisogni».
Gli stranieri. Per quanto riguarda la nazionalità, il turismo nella provincia è rappresentato per il 70,86 per cento da turisti stranieri. Al primo posto vi sono tedeschi e austriaci, ossia quasi la metà del totale. Al secondo posto con il 18,41% ci sono i visitatori dai Paesi Bassi, al terzo quelli della Gran Bretagna. Tra i turisti italiani, che rappresentano il rimanente 29,14% dell'intero turismo nella provincia, ci sono in testa i veneti, seguiti dai Lombardi. Dato curioso quello della Lessinia, dove le presenze superano gli arrivi. Sono per lo più cittadini dei paesi dell'Est Europa (Romania Croazia e Ungheria), seguiti da tedeschi e austriaci.
Elevata anche la presenza di turisti dai Paesi Bassi, che in media si fermano nel Veronese quasi nove giorni.