Itinerari in Sardegna
La sua storia è ricca di misteri e cercarla offre la possibilità di immergersi in antichi luoghi, vestigia del tempo passato, che hanno un enorme impatto emotivo su chi li scopre. Entrare in alcune grotte è indubbiamente un’emozione che porta agli arcaici sciamanesimi italici. Questa terra a chi non è sardo offre un bellissimo panorama privandolo, con aristocratico distacco, di quelle sfumature che parlano e raccontano, che ancora oggi stregano solo alla vista, e che danno quei sentimenti violenti che solo una terra tanto aspra e selvaggia sa dare.Sono tanti i posti da ammirare percorrendo l’isola da nord a sud, a cominciare dalla zona che va dal Parco regionale di Porto Conte - Capo Caccia al Parco Nazionale dell’Asinara, due oasi naturalistiche di incredibile splendore. La prima nota per le grotte sottomarine che puntellano il promontorio calcareo di Capo Caccia, la seconda è un’isola famosa per l’alto valore degli ecosistemi costieri e delle zone interne. È la Sardegna, la terra dei sardi, da visitare anche grazie a delle strutture ricettive particolarmente suggestive. Assolutamente inmancabile un tour tra Sassari e Nuoro per ammirare le Pinnetas, molto simili alle capanne di epoca nuragica, hanno pianta circolare con alla base un muro in pietra a secco e una copertura a cono, di legno e frasche o in pietra; anticamente i pastori vi trovavano dimora e producevano il formaggio. Ricordiamo i paesi più importanti del Supramonte suddiviso in cinque comuni: Orgosolo, Oliena, Urzulei, Dorgali e Baunei. Un paradiso per gli amanti del trekking: vi si può arrivare solo a piedi, o al massimo in fuoristrada. L’offerta naturalistica della Sardegna non si limita solo alla flora, ma anche e soprattutto alla fauna. La penisola del Sinis si presta infatti al cosiddetto 'birdwatching', ossia l’osservare gli uccelli vivere nel loro ambiente naturale, rispettando al tempo stesso le leggi della natura ed i suoi abitanti. Le diverse caratteristiche ambientali del sud della Sardegna hanno permesso che esso diventasse habitat naturale di numerose specie ornitiche, che qui vivono per tutto l’anno o svernano diventando fonte di attrazione turistica. Dal fascino della natura a quello degli antichi percorsi battuti dai contadini, lungo le antiche mulattiere che attraversano Armungia, San Nicolò Gerrei e Villasalto: un perfetto mix di panorami mozzafiato e natura incontaminata. Complesso Prenuragico di Monte Baranta ad Olmedo. Il territorio di Olmedo gode della presenza di straordinarie ricchezze archeologiche. Posto a nord ovest della Sardegna, fra tre importanti centri come Sassari, Alghero e Porto Torres, Olmedo conserva un imponente patrimonio archeologico a testimonianza delle radici lontane che lo caratterizzano con i numerosi insediamenti umani presenti in loco fin dalla preistoria. Numerose sono le testimonianze delle diverse epoche come i circa venti nuraghi dislocati su tutto il territorio, molti dei quali si conservano ancora oggi in buono stato, il suggestivo edificio termale di epoca romana a Talia, del quale si possono ammirare alcuni mosaici nella pavimentazione, e la Chiesetta Romanica dedicata alla Patrona del paese Nostra Signora di Talia risalente al XII° secolo circa che sorge nel cuore del centro storico di Olmedo. Ma a conquistare i visitatori ed anche gli studiosi, è il sito prenuragico di Monte Baranta. Conosciuto anche con il nome di Su Casteddu, il complesso megalitico (2500 a.C.), si erge sull’omonimo altipiano roccioso che domina tutta la Nurra e dal quale è possibile ammirare, sino al mare, un bellissimo paesaggio naturale caratterizzato prevalentemente da macchia mediterranea. E’ costituito da un recinto–torre a forma di ferro di cavallo, e da una poderosa muraglia lunga quasi 100 m e larga cinque. Su quest’ultima si è appena concluso un importante e delicato intervento di restauro per il quale sono stati impegnati circa 400.000 Euro, di cui 384.000 ottenuti dal Comune di Olmedo nel 2003 a valere sulle risorse dell’8xmille IRPEF. L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale è quello di promuovere il sito di Monte Baranta con l’istituzione del Parco Archeonaturalistico, favorire la tutela e la salvaguardia dell’inestimabile patrimonio paesaggistico e storico del territorio e la sua valorizzazione, assicurando una migliore accessibilità e fruibilità di una delle più importanti testimonianze del megalitismo del mediterraneo, con un’attenta cura e gestione del sito, creando occupazione di qualità e un’ offerta turistica alternativa al mare. Fonte: Quotidiano Il Sardegna Sud del 30 Ottobre 2009 |
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