Riconoscimento internazionale per il sistema montuoso che attraversa Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Entro 18 mesi prime verifiche. Festa con Napolitano.
Il massiccio della Marmolada con i suoi ghiacci perenni. La gola del Rio delle Foglie, dove i millenni si contano tra gli strati della pietra e le tracce dei fossili. Cima Brenta tra le cui pendici vive ancora l'orso bruno. E il monte Pelmo che vigila su Cortina d'Ampezzo, perla delle Dolomiti riconosciute come patrimonio dell' intera umanità, gioiello naturalistico benedetto dall'Unesco.
Sono solo alcune delle gemme che da ieri iscrivono il loro nome affianco alle isole Eolie, divenendo il secondo bene naturale italiano ritenuto di valore mondiale. Valli e vette, pietre e prati di questo sistema montuoso incastonato tra tre regioni (Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) e cinque province (Belluno, Trento, Bolzano, Udine e Pordenone) che per l'Unesco merita il riconoscimento per gli aspetti paesaggistici e per quelli geomorfologici.
L'organismo internazionale nella riunione di ieri a Siviglia ha accolto all'unanimità la richiesta arrivata dalle province montane nordestine incoronando 9 gruppi dolomitici. Un premio che arriva dopo 5 anni dall'inizio di un percorso dissestato che ha visto anche qualche frana al momento di segnare il perimetro dell'area da riconoscere. 'Scelta che conferma l'eccellenza italiana come pregiatissimo giacimento culturale e naturalistico - ha spiegato il ministro all'Ambiente Stefania Prestigiacomo che ha guidato la delegazione italiana - le Dolomiti sono un unicum che collega regioni e province diverse, un sistema che coniuga sviluppo e tutela ambientale'.
Secondo la rappresentante del governo è 'un esempio che dobbiamo moltiplicare' ha spiegato indicando nel Cilento il prossimo territorio destinato a intraprendere il cammino delle Dolomiti.
L'area divenuta patrimonio Unesco misura complessivamente 231mila ettari, 85mila dei quali considerati 'cuscinetto'. Tra 18 mesi è prevista una prima verifica del Comitato dell'ente internazionale per verificare il rispetto degli impegni. Il primo è che Province e Regioni creino una Fondazione per gestire il bene. 'Fino a quel momento potremo anche rivedere la perimetrazione delle aree - spiega Oscar De Bona, assessore veneto alla Montagna - allargando un po' i territori cuscinetto e comprendendo anche le dolomiti minori di Trento e del Vicentino'.
Tra i nodi da sciogliere c'è la sede della Fondazione: allo studio la collocazione tra Marmolada e Falzarego. In quota. Così come in quota dovrebbe avvenire la cerimonia ufficiale di attribuzione del riconoscimento Unesco con annunciata la presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. 'Da veneto e da ministro sono orgoglioso che la splendida merlatura delle Dolomiti abbia ricevuto questo riconoscimento - dice il ministro all'Agricoltura Luca Zaia - In Italia ce ne sono 44 tra siti e beni naturali, un record'.
Gli fa eco il governatore del Veneto Giancarlo Galan: 'Nella Lista Unesco, una volta entrati, bisogna saperci restare - dice - Ed è proprio questo il nostro impegno a favore dei paesaggi e della storia del Veneto'.
Per Luis Durnwalder, presidente della Provincia di Bolzano 'è un grande biglietto da visita'.
Soddisfatto il suo collega trentino Lorenzo Dellai: 'Abbiamo una grande responsabilità'.
Primo intervento la costruzione dell'ottava Alta via, intitolata all'Unesco: un sentiero attraverso le Dolomiti da percorrere in 8 giorni con pernottamenti nei rifugi e tra le 150 malghe.