L'assessore Carta rilancia un progetto del 2006: «Obiettivo possibile con il nuovo piano di rilancio». Spallitta: «Prima si renda la città vivibile». Intanto pronti due milioni per le emergenze.
Cade a pezzi, si sbriciola giorno dopo giorno. Però il Comune di Palermo pensa in grande: fare del centro storico un patrimonio dell'Unesco. L'idea è dell'assessore Maurizio Carta, che in questi giorni ha trovato due milioni di euro - la giunta ha già dato il via libera - per tamponare l'emergenza, quella che ha provocato il crollo di quattro palazzine in tre giorni poco dopo i violenti nubifragi delle scorse settimane.
Eppure il centro storico di Palermo potrebbe diventare patrimonio dell'Umanità: «Il ritorno di abitanti e di attività e la previsione di un nuovo piano delle regole - spiega l'assessore - può portare al riconoscimento del valore mondiale del nostro centro storico». Che sia in pessime condizioni, poco importa: «In tante altre città - aggiunge - i centri storici sono messi peggio. Eppure hanno ottenuto il riconoscimento dell'Unesco. Perchè noi non dovremmo riuscirci?».
Forse perchè quasi mai l'amministrazione ha cercato di tutelare questo patrimonio, come quando lo scorso giugno, con un blitz improvviso, i vigili imposero la chiusura del mercatino storico di Piazza Marina, uno dei più rinomati in Europa. Ma, secondo l'assessore, adesso i tempi sono diversi: «Deve nascere un forte patto sociale tra le forze migliori nell'interesse della città e della collettività. Così la strategia risulterà vincente».
Intanto partiranno i lavori di recupero e messa in sicurezza grazie ai primi due milioni di euro. «Siamo consapevoli - chiarisce Carta - che tale cifra non è sufficiente a risolvere tutte le criticità, ma in un momento di crisi e di emergenza abbiamo il dovere e la responsabilità di iniziare a dare risposte concrete utilizzando al meglio le poche risorse in modo che possano servire da incentivo e attivare gli interventi privati».
Una iniziativa, quella dell'Unesco, che non dispiace ai consiglieri di opposizione: «Nulla in contrario con il riconoscimento del centro storico come patrimonio dell'umanità - dice Nadia Spallitta, capogruppo di Un'Altra Storia - ma prima l'amministrazione dovrebbe rendere la città più vivibile e degna di un simile titolo. Questo vuol dire avviare lavori di riqualificazione urbana che migliori il sistema dei servizi, delle reti fognarie e che elimini una volta per tutte l'abusivismo che soprattutto nel centro storico è un male diffuso».
Il convolgimento dell'Unesco potrebbe comunque essere positivo «perchè sarebbe un controllo costante contro ogni forma di speculazione urbanistica».
Cattedrali e chiese soprattutto. Ma anche le sedi istituzionali di Comune e Regione. Il Palazzo dei Normanni, costruito nel IX secolo ospita il governo regionale, Fontana Pretoria invece è al centro della piazza del Comune. Ma sono solo alcuni dei magnifici monumenti che potrebbero diventare patrimonio dell'Unesco se tutelati e salvaguardati nella giusta maniera.
E una volta riconosciuti come patrimonio dell'umanità, i monumenti e l'intero centro storico, diventerebbero ancor più meta di turisti.