Ancora cemento nell'Arcipelago della MaddalenaLa battaglia dei ricorsi contro il piano per l'edilizia varato dal centrodestra è alle porte. «Tar, Consulta, Comunità Europea, saranno chiamati a cassare le norme appena approvate in Consiglio». L'annuncio più che una promessa è una minaccia. Arriva dall'ex assessore all'Urbanistica nella giunta di Renato Soru, Gianvalerio Sanna. Fonte autorevole e nei fatti portavoce (ma solo nella materia) dell'opposizione in Regione. Alla Maddalena, invece, per fermare le decine di migliaia di metri cubi sulle spiagge, voluti proprio dalla coppia Sanna-Soru, quando erano al governo, c'è chi è ricorso fino a Giorgio Napolitano. La 84enne Francesca Maria Piras, madre del consigliere di maggioranza in Comune alla Maddalena, Antonio Ornano (a sua volta in causa con il Municipio per una storia di abusi edilizi) fa appello al Capo dello Stato perché smonti le undici 'intese urbanistiche' che portano sulla capitale dell'Arcipelago un'autentica colata di cemento. Il 'papello' spedito al Colle ha rallentato i lavori del comitato tecnico regionale a Cagliari. Ma non sembra tale da impedire il via libera dell'organo tecnicoconsultivo della Giunta che si esprimerà a breve sull'intesa stipulata, il 20 marzo 2008, da Regione-Provincia Gallura e Comune. Dalla documentazione a corredo dell'esposto-denuncia, emerge però con chiarezza che i mattoni a due passi dagli arenili e il bonus di cubatura vista mare non sono una trovata recente. Proprio sulle due isole minori dell'arcipelago che doveva ospitare il G8, il centrosinistra ha dimostrato che mattoni e cemento a bocca di spiaggia non sono un tabù. Anzi, possono rappresentare e realizzare una «riqualificazione del territorio». Almeno così si afferma nelle relazioni allegate ai diversi progetti di restyling. È il caso di Caprera. Dove, con il sì dell'allora assessore Gianvalerio Sanna, le capanne in legno con tetto di paglia in stile polinesiano del 'Club Mediterranèe' possono trasformarsi in più classici edifici in muratura. Eppure sull'isola che ospita le spoglie di Garibaldi le carte dicono sussista il vincolo di inedificabilità assoluta. Ma con l'introduzione della così detta 'intesa' (articolo 11 delle norme di attuazione del piano urbanistico regionale) è stato possibile approvare un piano che consente la trasformazione di un villaggio turistico fatto di strutture precarie (bungalow di legno e paglia con bagni in comune) in un residence con 300 unità abitative in muratura, con servizi igienici e veranda ad uso esclusivo. L'aumento di volumetria concesso è del 25 per cento per le strutture esistenti. Nell'altra isola che ricade nel comune della Maddalena, quella di Santo Stefano, si è fatto di più. Nella vecchia cava di granito, dove è ancora adagiata la statua di Galeazzo Ciano, mai terminata per la sopravvenuta caduta in disgrazia del genero di Mussolini, sorgerà una mega struttura alberghiera. Sull'area di proprietà della famiglia dell'ex sindaco Pasqualino Serra, dovrebbe realizzarsi un hotel con 122 camere e approdo turistico da 90 posti barca annesso. I metri cubi sono 33mila quelli alla luce del sole e 9mila circa quelli interrati. Il tutto a meno di 150 metri dal mare e nel cuore del parco nazionale. Due piscine, due ristoranti, un centro benessere, palestre, centro estetico, cinema, boutiques e pure un eliporto completano il 5 stelle da 200 posti letto della società a responsabilità limitata 'Velamarina'. Non cambia la sostanza sull'isola 'madre' dell'Arcipelago. In località Punta Cannone (nella parte più settentrionale della Maddalena) l'ex giunta del centrosinistra in Regione ha detto sì al progetto del 'Touring vacanza srl'. Anche in questo caso le strutture precarie (capanne di legno) si trasformano in mattoni veri con un aumento di volumetria del 25 per cento. Si realizzeranno un albergo a quattro stelle, strutturato sullo schema di un villaggio, con 185 camere e 20 villette e un incremento volumetrico complessivo di 30mila metri cubi. I posti letto saranno 478, suddivisi nelle 88 camere del corpo centrale, nelle 88 della dependance e nelle 20 ville. Parte dell'albergo dovrebbe essere realizzato in terreni demaniali di proprietà della Regione sarda. Tra gli altri otto interventi che hanno avuto l'assenso della giunta Soru, vale la pena segnalare l'ampliamento dell'albergo di Porto Massimo, i cui nuovi edifici distano dal mare meno di 50 metri e quello della riqualificazione dell'hotel sull'isola di Santa Maria, a meno di 150 metri dal mare, con bonus cubatura del 25 per cento. C'è poi la trasformazione del residence a 'Stazzo di Villa', a meno di due chilometri dal centro della Maddalena, e quello misto in pieno centro urbano (a meno di 150 metri dal mare): residenziale (palazzine), commerciale (un centro da 500 metri quadrati) e alberghiero (34.500 metri cubi per 127 stanze che fanno 250 posti letto). Per tutti questi interventi la Regione ha chiesto, con la stipula dell'intesa, la conformità con le prescrizioni del Piano urbanistico comunale. Il sindaco Angelo Comiti lo ha fatto. Cioé, il Comune per rendere ammissibili gli 11 interventi graditi alla Regione, ha modificato il Puc. In sintesi: il Puc si è adattato ai progetti, quando la regola vale al contrario, sono i progetti che si redigono in base a quanto stabilito nel Puc. Non è solo questione di forma ma di interesse pubblico e privato. Fonte: Quotidiano Il Sardegna Nord del 19 Ottobre 2009 |
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