Enzo Ferrari l'aspettava appena fuori porta, in via Murri, davanti al Pellegrino: la Mille Miglia ha sempre avuto un legame di strettissima parentela con la città di Bologna, sia quando era una gara di velocità che dopo. Negli ultimi anni però l'avevano mandata in esilio, chissà perchè. Tra le cronache amministrative della città parlano di 'disgelo' tra Comune e Sovrintendenza; le cronache mondane applicate al commercio dicono che questa sera in occasione della Notte Verde del Quadrilatero la scintillante collezione di Ferrari del club pianorese (c'è lo zampino di Iris Gardenghi, presidente del Nettuno Club, il maggiore club di auto storiche della città, come dice l'ormai certo titolo italiano delle gare di regolarità del settore) farà sfoggio nella centralissima via Orefici.
Per il sollucchero di Pietro Fantazzini, grande appassionato, pronto per l'occasione a lucidare la sua argenteria...
La storia dell'automobile a Bologna e le relazioni tornate buone tra amministrazione e Soprintendenza si coniugano in una notizia: tornerà a Bologna la Mille Miglia. A Bologna, cioè nel cuore della città, da dove mancava da alcuni anni. Le migliaia di appassionati di vecchie e ruggenti auto erano costrette ad arrampicarsi sulla collina preappenninica per sentire quel tuffo al cuore raccontato sul grande schermo con un colpo di pennello da Fellini, evocato con una nota d'autore - nel suo 'Nuvolari' - da Lucio Dalla. Il portatore della lieta novella è Luciano Sita. «C'è un assenso di massima» dice dell'incontro con la Soprintendente Paola Grifoni. Si sono dunque gettate le basi (dopo un po' di screzi reciproci che appartengono ormai al passato) per «un rapporto aperto e di comprensione reciproca» ha detto Sita.
La svolta. Cosa ha cambiato il corso degli eventi? Si direbbe 'il metodo'. «Niente sarà messo in cantiere che anticipi un accordo con la Soprintendenza - spiega infatti Sita - La concertazione deve precedere ogni decisione». Civis compreso «che la Soprintendente tratterà insieme all'assessore Saliera» dice Sita. «Per alcune questioni chiave - aggiunge l'assessore alle attività produttive su temi quali dehors, segnalatica, arredo urbano, pubblicità - i rapporti saranno regolati da protocolli che consentano di arrivare a decisioni rapide e percorsi burocratici più in sintonia con i bisogni delle imprese».
La Soprintendente apre ma con una raccomandazione - soprattutto per il centro storico - che somiglia a quelle del bravo farmacista rispetto alle medicine. Sull'uso di Piazza Maggiore, cioè (dopo aver pure confermato la rassegna Cioccoshow) sarà bene 'seguire le avvertenze e le modalità d'uso'. Concetto su cui - Sita spiega - viene lanciato «il caldo appello a considerare come sede di eventi la città nel suo insieme, non solo piazza Maggiore».
Fonte: Quotidiano Il Bologna del 12 Settembre 2009