Turismo, la riviera adriatica tiene

Turismo, la riviera adriatica tiene In Costa Adriatica buoni gli arrivi e le presenze ma i turisti spendono meno. Preoccupante meno 9% per le presenze nel settore culturale. Dati e numeri di Confesercenti.
Per fortuna che c'è il mare e la Riviera romagnola a salvare il turismo regionale. Se le città d'arte piangono per il calo di presenze degli amanti di musei e monumenti storici (-8,9% rispetto al 2008), non sorridono gli operatori turistici dell' Appennino e delle vacanze verdi (-3,9%) e restano delusi pure quelli del settore Terme e Benessere (-2,7%). Quasi impercettibile il calo per la Costa Adriatica che con un meno 0,1 non ha risentito di un decremento dei flussi.

I numeri dei tre mesi caldi, da giugno ad agosto, del turismo regionale sono forniti da una ricerca del Centro Studi Turistici per conto di Assoturismo -Confesercenti Emilia-Romagna, indagine svolta su un campione di 742 operatori del settore turistico- ricettivo regionale. Quindi per la Riviera si può parlare di tenuta nel gradimento dei vacanzieri ma a guardare i numeri del fatturato (percepito) emerge qualche problema con un meno -3,7 di ricavi.
Viste le aspettative (negative) per la stagione 2009 si tratta di un calo contenuto soprattutto se confrontato con i numeri delle città d'arte dove si registra un preoccupante -13,6. Situazione grigia anche per l'Appennino (-10,5) e le località termali (-11,1). La tenuta della Riviera Adriatica resta fondamentale per l'economia visto che, su base annua, le presenze in costa rappresentano l'80% del turismo totale.

Per Confesercenti i fenomeni che hanno caratterizzato l'ultima stagione sono: «Una maggiore competizione sul prezzo, sempre più forte; una capacità di spesa ridotta da parte dei turisti e uno sfasamento più accentuato tra costi di gestione e fatturati». Insomma anche quando non cala il numero di turisti questi spendono di meno, la concorrenza è più agguerrita e i costi fissi non diminuiscono.

Posti letto. Se in costa gli operatori riescono ad occupare il 74,4% delle camere, nelle città d'arte si scende ad un preoccupante 37,9. Se si analizza la stagione mese per mese, secondo la percezione degli intervistati, a giugno si è registrato un andamento negativo, dovuto anche alle condizioni meteo sfavorevoli. Ma il bel tempo non ha riempito le camere nella prima metà di luglio e solo nella seconda parte del mese sono aumentate prenotazioni e presenze. Agosto per fortuna ha salvato la stagione grazie al last minute.

Tra le tipologie ricettive soffrono più gli alberghi (-1,5%) mentre l'extra-alberghiero conferma i dati del 2008 (-0,5%). «Pur constatando una sostanziale tenuta del sistema - afferma Claudio Della Pasqua, Presidente regionale Asshotel-Confesercenti - scontiamo il problema della riduzione della redditività delle aziende». «La Riviera nonostante la crisi economica - spiega Stefano Bollettinari, Direttore Confesercenti Emilia Romagna - è riuscita a mantenere la quota di mercato nonostante il contesto sfavorevole».

Fonte: Quotidiano Il Bologne del 7 Settembre 2009



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