I frantoi di Amaroni
Diversi sono i frantoi o 'trappeti' posti nel territorio di Amaroni, oggi sono in funzione soltanto quelli con i nuovi meccanismi mentre degli altri più 'antichi', rimangono gli edifici abbandonati o adibiti ormai a magazzini, di alcuni invece restano i ruderi.Tra i più 'vecchi' vi è il frantoio (in località vecchioperri) adiacente alla strada statale 181 fuori dal centro abitato. A valle dell'anzidetta strada vi sono le fabbriche, costituite da macchina olearia, locali colonici diversi, stanze superiori di vecchia costituzione, nuova fabbrica di magazzini e case aggregate alle vecchie stanze. Nel lato Nord-Est c'è un piccolo giardino. Queste fabbriche vengono precedute da un piazzale adiacente alla suddetta strada e si compongono di due bracci: quello frontale è il più antico; quello a sinistra è il nuovo, innestato al primo. Nel lato frontale vi è il vano del portone di entrata all'androne, avente a destra un magazzino per deposito di olio, ed a sinistra un altro suddiviso in due parti, entrambi adibiti ad usi colonici. Fa seguito un lungo cortile, con due locali terranei a destra, destinati per olivai, difronte al vano d'ingresso del fabbricato della macchina olearia; a sinistra un altro magazzino dell'olio con banchina in giro a tre lati contenente 16 giare di creta cotta. Nello stesso lato vi è un'angusta scaletta di salita al ballatoio coperto del piano superiore. La parte antica di tale ballatoio, si compone di 7 stanze. In fondo al cortile dell'antico fabbricato troviamo un vasto locale adibito a macchina olearia, che riceve la luce da cinque finestre, di cui una piccola nel lato d'ingresso. La macchina olearia ha due strettoie alla genovese, di cui uno a destra a 4 viti e l'altro a sinistra a 3 viti, rafforzati da grandi staffe di ferro avvitate con corrispondenti leve, volgarmente dette 'uomomorto', con botole a terra e delle tine sottoposte ad esse. Nel lato d'ingresso vi è una fornace con caldaia ed un'altra simile nel lato sinistro, entrambe con relativi camini da fumo. Nell'altro lato vi è la banchina di fabbrica per i due frantoi, ciascuno ad una pietra per il lavatoio e per la rotina ad ingranaggio, al fronte esterno vi è la grande ruota motrice messa in movimento dalle acque portate dall'acquedotto. All'interno del locale dove è situata la macchina, vi sono le travi con le impalcature di tavole (di cui manca una parte). Il tetto di copertura è a tre falde con armatura solida di legame paradossi-panconcelli e tegole. A destra si osserva il vano di ingresso del locale in cui vi sono sei vasche con l'olio impuro, avente di fronte quattro vani di finestrini con cancelli, e coperto con tetto ad una falda composto di travetti, paradossi, panconcelli e tegole. All'esterno vi è il pozzetto di purga ed altre quattro vasche. Lateralmente al lato d'ingresso della macchina, cioè a destra del cortile, vi sono 2 spazi terranei consecutivi addetti per olivai, costruiti in argilla con rivestimenti in calce, aventi ingresso separato e tetto di copertura a 2 falde con travi, paradossi, panconcelli e tegole. Detta macchina, tra la fine dell'ottocento e gli inizi del novecento funzionava ad acqua, in seguito venne azionata dai buoi e successivamente dalle pulegge. Gli atti notarili ci riportano ad altri due frantoi posti, entrambi, nel centro del paese, adiacenti alla via pubblica detta ancora oggi la via dello Schioppo. Web: http://www.comunediamaroni.i |
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