Sardegna da scoprire
Esiste una Sardegna poco conosciuta, intrisa di un verde meraviglioso e nascosta alla maggior parte dei visitatori, quella della natura, dei boschi e delle foreste.La superficie verde copre più della metà dell’isola e celebrando le grandi foreste del nord-est, ideali per lunghe passeggiate e per il trekking, ecco quella del Monte Pisanu (1994 ettari): in provincia di Sassari, protetta dal 1886, la presenza di tassi millenari che nel 1994 sono stati dichiarati Monumento Naturale la rende ancor più particolare. Vicino Sassari si trova la foresta di Monte Lerno (2853 ettari), la cui vegetazione è caratterizzata da boschi di leccio, da fillirea, cisto, erica e corbezzolo, sovrastati da imponenti sugherete di rara bellezza. Nel territorio di Orgosolo, in provincia di Nuoro, si estende per 4586 ettari la foresta di Montes, caratterizzata da una rigogliosa lecceta d’alto fusto plurisecolare (in tutto il Mediterraneo non se ne trovano esempi simili, né per estensione, né per caratteristiche). Paradisiaco è anche lo scenario della Costa Verde, così chiamata per via della ricchissima vegetazione di lentischio, ginestra, corbezzolo e ginepro che scende dalle montagne fino al mare fra valli e dune di sabbia. Si estende sul versante occidentale dell’isola per circa 47 chilometri, in un susseguirsi di splendide spiagge, interrotte da cale rocciose, scure ed imponenti scogliere che scendono a picco sul mare e deserti di sabbia intercalati dalla profumata macchia mediterranea. Sardegna, non solo mare. L’oro verde va in tavolaIl clima isolano e le antiche colture degli oliveti regalano un olio extravergine d’oliva degno di nota. Il suo profumo fruttato, il suo colore ambrato riportano ai paesaggi nostalgici di una terra che si ripropone con la sua migliore tradizione culinaria. Ottime le erbette selvatiche condite con olio e aceto, perfette le zuppe e le salse inondate dall’olio sardo. Sa leppaÈ il coltello sardo e si compone di tre parti: la lama, il manico e il fornimento o collarino. Ancora oggi usato da pastori e contadini è un coltello a lama fissa. Nel nord dell’isola viene chiamato resolza e nel sud arresoja. Ogni sardo ne possiede una come simbolo di virilità e forza. Le più richieste sono: Leppa Pattadese, Tempiese, Lussurgese, Arburese e Guspinese. Oasi naturaliLa Riserva di Monte Arcosu è l’area protetta del WWF più estesa in Italia, con 3600 ettari di superficie. La sua finalità prioritaria è la salvaguardia del Cervo sardo e del suo habitat naturale, nonché di altri esemplari di fauna e flora. Anche il daino è stato in passato largamente diffuso. Attualmente è una specie rara in ambito regionale ma è presente nella Foresta demaniale di Porto Conte e nella foresta di Assai, presso Neoneli. Per non far prevalere una specie sull’altra, daini e cervi vivono in aree recintate. Ricordiamo anche il Parco Nazionale dell’arcipelago della Maddalena e quello di Villasimius, costituiti per la salvaguardia delle specie marine, come il delfino e la tartaruga marina. Infine il Parco nazionale dell’Asinara, situato nell’isola 'dei detenuti', ora regno dell’asinello bianco. Birdwatching in SardegnaDa Orgosolo ad Alghero, dall’isola di Sant’Antioco alle vette del Gennargentu, varie specie di uccelli popolano l’intero territorio. Si possono avvistare il gheppio, l’astore, il falco pellegrino, lo sparviero e con più fortuna l’aquila reale, superba ed elegante. Nelle scogliere di Bosa si avvista qualche esemplare di avvoltoio grifone, ora in via di ripopolamento dopo un periodo in cui si è temuta l’estinzione. Zafferano di Sardegna D.O.P.La denominazione D.O.P. è riservata agli stimmi provenienti dalla coltivazione di Crocus sativus nel territorio di San Gavino Monreale, Turri e Villanovafranca situati nel Medio Campidano. Lo Zafferano è una spezia che viene utilizzata in molte pietanze alle quali conferisce una colorazione ed un aroma intenso. Selvaggio bluCorre voce che sia il trek più difficile d’Italia, è forse anche il più originale e bello immerso nei paesaggi ancora selvaggi e incontaminati della parte orientale dell’isola. Sospeso tra il blu del mare e le alte pareti rocciose, è un itinerario che si snoda lungo le magnifiche falesie e mulattiere del Golfo di Orosei. Si parte dalla Guglia di Pedra Longa e si continua lungo le tracce lasciate dai carbonai, percorrendo sentieri a ridosso delle falesie e a picco sul mare fino a raggiungere la spiaggia di Cala Sisine. L’itinerario è in buona parte segnato ma si consiglia caldamente di affidarsi a guide esperte locali che nel territorio certamente non mancano. Web: http://www.regione.sardegna.it |
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