Ville Vesuviane

Ville Vesuviane Ai piedi del Vesuvio si estende fino al mare un eccezionale e spesso sconosciuto sistema di ville: circa 121 sono quelle oggi individuate, di molte altre, invece, se ne conserva solo il ricordo. Una gran parte di queste sono concentrate nel 'Miglio d’oro', il tratto di strada che va da S.Giovanni a Torre del Greco, così detto per le splendide ville nobiliari, costruite nel XIII e XIX secolo, un tempo assai più maestose ed immerse in splendidi parchi.

In origine, questa forte concentrazione in un’area così ristretta, fu espressione dell’aristocrazia e delle classi dirigenti di tutto uno Stato: a partire dal XVI, a causa della politica di stretto controllo attuata dal viceré Don Pedro, l’area vesuviana divenne il luogo privilegiato dell’aristocrazia agraria. I grandi feudatari furono costretti ad un vero e proprio esodo, si costruirono grandi palazzi in cui si ostentava la ricchezza della nuova aristocrazia. Ma, questo popolamento, favorito dal lungo periodo di quiete del Vesuvio, fu interrotto dalla terribile eruzione del 1631: i torrenti di lava distrussero moltissimi centri.

Ben presto, però, la popolazione ritornò nelle aree distrutte: Portici, Resina, Torre del Greco, divennero grandi centri di attrazione; le nuove classi dei commercianti e dei professionisti acquistarono una parte delle grosse proprietà feudali, costruendo sontuose dimore. Contribuirono al loro disegno Luigi e Carlo Vanvitelli, Ferdinando Sanfelice ed altri illustri architetti napoletani. Il gusto e la moda classicheggiante del periodo impreziosirono i giardini di singolari padiglioni ispirati ai reperti archeologici di Ercolano o al gusto per la mitologia, riproponendo elementi pseudo-naturalistici come grotte, cascate, boschetti.

Ma l’usanza di villeggiare ai piedi del Vesuvio cominciò a scomparire nel 1860, con la caduta della monarchia borbonica, sicché queste ville, private dei loro parchi dall’inconsulto incremento edilizio, ed abbandonate dai proprietari originari, furono frazionate in decine di piccoli appartamenti ceduti in affitto andando sempre più verso il declino.
I saloni furono suddivisi con tramezzi, gli affreschi vennero ricoperti : ancor oggi molte di queste ville sembrano baracche. A Villa Campolieto andarono ad abitarvi ben 72 famiglie, di modeste condizioni, che lasciarono che l’edificio si deteriorasse sempre di più. Oggi, però, anche grazie all’intervento dell’Ente Ville Vesuviane, questa villa è tornata al pieno del suo splendore, offrendo uno scenario suggestivo a numerosi spettacoli e manifestazioni culturali, e molte altre sono tornate ad essere al centro dell’attenzione pubblica.

È grande, il fascino e lo splendore di alcune ville, molte concentrate nella zona del Miglio d’oro, fra le più sontuose si annoverano 'Villa Aprile', costruita per Gerolamo Riario Sforza nella seconda metà del Settecento ; 'la Favorita', costruita nel 1768 da F.Fuga e dedicata a Maria Carolina d’Austria, moglie di Ferdinando di Borbone, una delle poche ville che ha mantenuto immutata la sua architettura esterna (l’ampio parco che la circonda, ricco di viali e di boschi, merita di certo una piacevole passeggiata).
Ma tra le più belle si colloca certamente 'Villa Campolieto', che fu residenza dei duchi di Casacalenda. Qui, in particolare, si risente della personalità e del tocco di Vanvitelli che terminò un precedente progetto, soprattutto nello scalone interno che si conclude in un vasto ambiente ricordando la reggia di Caserta. Altrettanto seducente appare il portico al pianterreno che circonda il cortile, e, rievocando la colonnata del giardino di Versailles, offre spazio per una gradevole passeggiata coperta.


Web: http://www.villevesuviane.net




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