Il Giallo della Puglia

Il Giallo della Puglia A mezzogiorno il sole punta i suoi raggi più intensi sulla Puglia e si fa ammirare nelle splendide coloriture che dall'arancio sfumano al giallo.

Di stagione in stagione, il sole pugliese non muta la generosità dei suoi doni.

Un clima mite e sincero abbraccia le zone costiere come l'entroterra collinare, placidamente addormentandosi ogni giorno per ritornare, il giorno appresso, ancora vivido, a riempire di allegria gli uomini e le cose.

L'estate s'inonda di giallo e di oro: le spighe giungono a maturazione e danno vita, soprattutto sul Tavoliere, ad un 'mare' scintillante di messi. Da sempre granaio della Roma antica e dell'Italia moderna, la Puglia ha, inevitabilmente, una lunga consuetudine con il pane e con la pasta. Non si contano le gustosissime ricette costruite sui più svariati tipi di pasta fatta a mano, a cominciare dalle celeberrime orecchiette e dagli sfiziosi minuicchi. Ancora oggi, passeggiando per i borghi antichi, è facile vedere esposizioni di pasta fresca affidata al calore del sole per il giusto essiccamento.

Così come svariati sono i tipi e le forme del pane che, in qualche luogo, viene ancora cotto negli antichi forni a legna: quelli stessi dove si portavano le grandi tielle della pasta al forno o di riso, patate e cozze. Senza contare la tradizione - qui vivissima - che ha tramandato tarallini e focacce assai gustosi.

Il sole che indora le messi riscalda anche la macchia mediterranea, inebriando i passanti con i suoi aromi di mirto e rosmarino e, lungo i muretti che costeggiano le strade di campagna, onnipresente è il fico d'india, anch'esso, come il pomodoro, non indigeno ma naturalizzato: eppure, quando apre i suoi fiori gialli e smaglianti, è difficile pensare che non sia sempre vissuto in questa terra assolata.

Il giallo e l'oro sono segni distintivi non solo del paesaggio ma anche della spiritualità pugliese: dorate sono le statue dei santi portati in processione, a cominciare da quella di San Nicola, il taumaturgo e vescovo orientale le cui ossa furono trafugate da Mira - intorno all'anno mille - dai marinai baresi bisognosi di un protettore; a ricordo di quell'evento e di quel viaggio alla volta del porto barese, ogni anno una grande festa riporta la statua del santo sul mare, dove resta fino al tramonto per essere poi riaccolta a terra, fra i fuochi di artificio e la devozione dei pellegrini.

Di un altro oro - che viene da un tempo lontano - abbiamo una preziosa testimonianza nel Museo Nazionale di Taranto, che ospita una delle più ricche raccolte di gioielli del mondo antico.

Ma il vero 'oro' di Puglia è, da sempre, l'olio di oliva.

Il prodotto extravergine è di alta qualità, delicatamente profumato e dal sapore intenso, con sfumature legate alle diverse zone e alle diverse varietà di ulivi.

Dall'olio di Bitonto a quello di Andria, a quelli salentini, senza di lui non sarebbe pensabile la gastronomia pugliese, la sua bellezza mediterranea fatta di sapori genuini e intensi: dal 'pasto povero', a base di pane, che accompagnava il lavoro dei campi e che ancora ritorna senza nulla aver perduto della sua 'regalità' nelle tante varianti delle friselle e delle cialledde, ai più sofisticati spaghetti alla sangiuann“dd. Fino all'esaltante semplicità di fave e cicorie, dove poche gocce di olio crudo liberano tutta la fragranza di un accostamento felice come pochi.

E in questa solarità tutta mediterranea, la città di Bari ospita la Fiera del Levante.

A Settembre, quasi tutte le nazioni del mondo scelgono l'appuntamento istituzionale della Rassegna Campionaria per presentare la propria produzione ai milioni di visitatori che affollano le strutture della Fiera. Simbolicamente rappresentate dal suo monumentale ingresso orientale, coperto dei colori dell'oro.

Ancora una volta il giallo - contrassegno di nobiltà e di ricchezza - ritorna come sigillo dell'animo dei pugliesi: a fondarne la temperanza, l'ingegno e la straordinaria e aperta ospitalità che fa di ogni incontro occasione di gioiosa accoglienza e di festa.


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