Il Bianco della Puglia

Il Bianco della Puglia Nella luminosità calda del colore bianco, la Puglia esprime il senso più intimo della propria storia. La tradizione, infatti, è segnata qui dal bianco della pietra che - sottratta alla terra - nella terra torna per fondare le radici della cultura dei popoli che in questi luoghi sono transitati e in questi luoghi hanno scelto di fermarsi. La straordinaria gamma di bianchi di questa Puglia pietrosa si esibisce nella materialità imponente delle cattedrali e dei castelli. Il romanico-pugliese s'impasta mirabilmente con influssi bizantini e saraceni nelle splendide Cattedrali che, numerose, animano il cuore dei centri abitati più antichi; come la candida Cattedrale di Trani, che si erge in riva al mare.

Mentre, a segnalare la presenza di regni, contee e province normanne, sveve, angioine e aragonesi rimangono i numerosissimi Castelli, primo fra tutti, Castel del Monte. Bene culturale riconosciuto e protetto dall'UNESCO come uno dei più preziosi del mondo, Castel del Monte fu voluto da Federico II a rappresentare - nella perfezione numerica del suo impianto progettuale - la potenza e la cultura della corte sveva. E' proprio in questo misterioso castello ottagonale - solitario sulla collina della Murgia - che Federico II - come da uno straordinario osservatorio - usava scrutare, in compagnia dei templari, le costellazioni e le vie del cielo; nell'impossibile ricerca di segni e di stelle che gli rivelassero il futuro suo e del mondo.

L'articolazione di queste strutture, gli intarsi delle superfici, la preziosità delle decorazioni trovano nell'artigianato pugliese, inimmaginate riproposizioni.

Le trame scolpite dei mosaici della Cattedrale di Otranto ricorrono nei dolci di mandorle ma anche nei raffinati disegni dei filati di lana e dei tessuti ricamati o nei preziosi merletti che ornano gli abiti delle cerimonie.

I suggestivi intagli del barocco leccese, invece, ritornano - trasfigurati - nelle pazienti lavorazioni della cartapesta, di cui Lecce vanta una radicata e gloriosa tradizione.

Nelle botteghe dei cartapestai, abili mani realizzano i mantelli delle madonne, dei Cristi e dei santi locali, i 'pupi' dei presepi e le statue che animano i 'carri' delle celebri sfilate del Carnevale di Putignano.

E nella festa di luci, di suoni e di colori, i luoghi della comunità - le strade e le piazze, i vicoli e gli edifici - offrono all'incontro ed alla comunicazione la straordinaria potenza vitale delle loro superfici imbiancate.

E bianchissimi sono i raccolti e suggestivi borghi medievali, primo fra tutti quello appoggiato ai resti delle mura aragonesi di Ostuni; i candidi centri storici di Bari, Gallipoli e Martina Franca, ma anche le silenziose e assolate architetture mediterranee del Salento.

Ai 'lattonari' - ogni primavera - è affidato il compito di imbiancare con la 'calce viva' anche i trulli della Valle d'Itria.

Costruzioni straordinarie ed uniche, i trulli di Alberobello rientrano oggi nel patrimonio valorizzato e promosso dall'UNESCO in quanto traccia, ancora vivida e vitale, di una antica intelligenza architettonica ed abitativa.

Con le pietre strappate ai terreni impervi della Murgia, i contadini del posto hanno costruito, e ancora costruiscono, oltre ai muri che delimitano le loro proprietà, queste case a cono, accoglienti ed isolate termicamente. La tecnica utilizzata è quella di sovrapporre le pietre l'una sull'altra, 'a secco', ossia senza far uso di malta. Spesso il trullo - oltre al pinnacolo posto all'apice del cono - presenta, sul proprio frontale, particolari simboli tracciati con la calce bianca: sono simboli di origine incerta a cui la famiglia che vi abita affida funzione magica e propiziatoria.

La Valle d'Itria è anche terra di uva bianca, le cui svariate specialità si presentano di qualità sopraffina, buone per la tavola e per la produzione del vino, come il bianco di Locorotondo riconosciuto quale apprezzabile contrassegno della Puglia.

Anche il latte, tuttavia, trova in questa regione modi encomiabili di utilizzazione e trasformazione con prodotti che hanno in gran parte conservato il carattere artigianale di una produzione genuina.

La lavorazione del latte attraversa l'intera regione e tocca l'entroterra delle Murge alte, con i suoi puli e le sue straordinarie gravine, ove le rocce calcaree affiorano denudate dalla erosione del tempo, evocando la suggestione di paesaggi lunari. E splendido e 'lunare' si presenta anche il paesaggio sotterraneo che si apre nelle profondità della bassa Murgia. Qui, l'acqua delle piogge - inabissandosi e scavando nel cuore della terra - ha portato con 'la luminosità trasparente del cielo aperto per affidarla alle formazioni cristalline delle Grotte di Castellana. Una serie di grotte dalle dimensioni e colorazioni diverse, collegate grazie ad affascinanti passaggi naturali, offrono scorci di configurazioni calcaree indimenticabili e, nella Grotta Bianca, il candido balugin' o di una spettacolarità unica al mondo.


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