Edifici religiosi in Liguria

Edifici religiosi in Liguria Gli edifici religiosi in Liguria tracciano una rete di presenze architettoniche e artistiche sul territorio impareggiabile per continuità, ricchezza e valore documentale. Edifici, arredi, decorazioni e opere d'arte costituiscono, nel complesso, un patrimonio di cui è difficile rendere conto in maniera esaustiva. Non c'è paese, né frazione, né località che non abbia la sua chiesa: in questa sede si è cercato di tralasciarne il meno possibile, operando una selezione minima.

La presenza di un edificio religioso è interessante per molti motivi, non solo devozionali ma anche storici. Il turista attento si accorgerà, inoltre, che spesso i santuari e le piccole chiese sorgono nei luoghi più belli e panoramici, e sono perciò compresi negli itinerari naturalistici ed escursionistici.

Nell'alto medioevo i movimenti monastici furono determinanti per l'affermazione del cristianesimo e la diffusione dell'agricoltura, soprattutto nell'entroterra. L'abbazia del Borzone, l'abbazia di San Pietro in Varatella, la badia del Tiglieto e altre furono a capo di vasti possedimenti, e godettero a lungo della protezione imperiale; anche sulle isole furono costruiti piccoli conventi e romitaggi.
Sulle vie percorse dai pellegrini in cammino verso Roma o Santiago di Compostela sorsero molti 'hospitali' per il pernottamento e il ristoro. Molti edifici sacri di origine altomedievale e medievale, in stile romanico e gotico, recano i segni inconfondibili dell'attività di maestranze antelamiche provenienti dalle regioni lombarde.

L'architettura sacra conobbe la massima diffusione dopo il concilio di Trento, che incoraggiò le chiese locali a rivedere negli edifici parrocchiali la struttura, la divisione degli spazi interni e il corredo artistico, per meglio rispondere alle nuove esigenze liturgiche. Ma la vera innovazione, con interpretazioni dello spazio più dinamiche e articolate, avvenne solo nei secoli XVII e XVIII.
I santuari liguri sono centotrenta, sparsi su tutto il territorio. Sorti per ricordare eventi miracolosi o apparizioni mariane, sono sempre stati oggetto di grande cura da parte delle comunità locali, luoghi di preghiera e di speranza da abbellire e custodire gelosamente nel corso dei secoli. In alcune zone costiere, come le Cinque Terre, i santuari in posizione elevata erano anche un luogo di rifugio durante le frequenti incursioni saracene.

Il centro del mondo, per l'uomo medievale, era Gerusalemme: nei mappamondi la città santa era raffigurata al centro del mondo conosciuto. In relazione alla centralità di Gerusalemme, la Liguria era all'incrocio delle direzioni terrestri e marittime che congiungevano alcune tra le principali aree della cristianità: a nord ovest l'Irlanda, l'Inghilterra e la Francia da dove, lungo la via Francigena, giungevano i monaci e i pellegrini diretti a Roma; verso sud e verso est la direttrice da Santiago di Compostela. Soltanto la direttrice proveniente da nord est, dalla Germania e dai paesi dell'Europa orientale, non interessava la Liguria.
Molti erano i pellegrini che venivano a imbarcarsi a Genova per raggiungere la terra santa: i genovesi erano famosi per le loro navi, costruite con legname molto resistente che permetteva una navigazione sicura anche in inverno, stando a quanto riporta il vescovo Giacomo da Vitry nel 1216. Il porto di Genova e la posizione geografica della Liguria sono lodate da Anselmo Adorno, un altro pellegrino illustre che nel 1470 giunse a Genova per imbarcarsi verso la terra santa. La commenda di San Giovanni di Pré, tenuta dall'ordine dei Cavalieri Gerosolimitani, sorse come ricovero per i pellegrini.

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