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Parco dell Etna

Il Parco dell’Etna, con un’estensione che lo colloca tra i più grandi parchi d’Italia, è sicuramente uno dei più suggestivi e selvaggi ambienti naturali della Sicilia e dell’intero continente europeo, caratterizzato dalla frequente e imprevedibile attività vulcanica di modificazione del territorio e dalla presenza di una grande varietà di flora e fauna di estremo interesse scientifico. Alla desolata e spettrale scena delle quote più alte, fa da contrappunto la rigogliosa vegetazione delle aree vulcaniche in cui si è ormai insediata la vegetazione e occupate da estensioni di spettacolari e antichi boschi di lecci, querce, pini, faggi, betulle e castagni.
La vegetazione del Parco è differenziata a seconda dell’altezza e, per grandi linee, si può distinguere così:
Una zona fino a 500 metri s.l.m., caratterizzata dalla diffusa presenza di una vegetazione bassa tipica del clima mediterraneo arido e da colture agricole come noccioleti, pistacchieti e vigneti;
Una seconda zona fino a 1300 metri , caratterizzata da boschi di querce e castagni. Frequenti anche le betulle, i pini e i pioppi. Diffusa un po’ dovunque la ginestra dell’Etna.
Una terza zona, fino a 2400 metri, dominata dalla presenza di fitti boschi di faggi, pini, betulle e pioppi.
Nel Parco dell’Etna, purtroppo sono molte le specie animali che si sono estinte negli ultimi cento anni per causa diretta o indiretta dell’uomo. Così, non esiste più il Lupo, il Cinghiale, il Daino, il Capriolo, il Grifone e la Lontra e rischiano di scomparire i sempre più rari esemplari di Istrice, Gatto selvatico e Martora. Abbastanza diffusi sono, invece, la Volpe, il Coniglio selvatico, la Lepre, la Donnola, il Riccio, il Ghiro e il Topo quercino. Discreta la presenza di rapaci : sparvieri, poiane, gheppi, e falchi pellegrini. E’ presente anche qualche coppia di Aquile reali e diversi rapaci notturni come l’Allocco, il Barbagianni, l’Assiolo e il Gufo comune. Le zone boscose sono popolate dalla Ghiandaia, dal Picchio , dal Colombo selvatico, mentre tra le diverse specie di serpenti che popolano il sottobosco, l’unico veramente pericoloso è la Vipera, notevolmente aumentata, negli ultimi anni, a causa della ridotta presenza di animali predatori.

Con i suoi circa 3.300 metri di altitudine, l'Etna rappresenta una sorta di gigante di fuoco posto al cuore del Mar Mediterraneo: una considerazione necessaria, per comprendere quale straordinario ecosistema rappresenti oggi questo che è il vulcano attivo più alto d'Europa.

Un'alta escursione termica, il susseguirsi continuo di eruzioni, la varietà di paesaggio (dal mare ai boschi alle colate laviche) ne fanno un habitat vario cui si adatta una incredibile quantità di specie animali e vegetali.
Ma attenzione: oltre i 2500 metri non cresce più nulla, se non qualche sporadica ginestra.

Nel corso di una escursione che resta incisa nella memoria, sedendo su uno sperone di lava raffreddato anzitempo dalle notti ghiacciate, contemplaremo, insieme, mirando dall'alto le isole Eolie, la straordinaria fusione di acqua e fuoco, di terra ed aria.






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