Hotel B&B Parco Nazionale dell Alta Murgia



È incredibilmente giovane, malgrado una storia che è più lunga di quella dell’uomo. Sorto nel 2004 ecco che il Parco Nazionale dell’Alta Murgia racchiude al suo interno un territorio spettacolare, scolpito nei millenni dalla possente energia dell’erosione delle acque. In Puglia le chiamiamo gravine, ma forse l’espressione inglese canyon è la più adatta per far comprendere di cosa parliamo a chi – ancora – non ha vissuto l’emozione di visitare il cuore verde della Puglia.

E sono proprio questi profondi burroni ad aver conservato non solo flora e fauna di straordinaria bellezza ed interesse scientifico, ma molto di più. Una raffica di scoperte, assolutamente fuori dall’ordinario, si sono succedute nel decennio precedente alla nascita del Parco. Nel 1993 il ritrovamento dell’uomo di Altamura: unico al mondo per la completezza e la conservazione dello scheletro. Nel Parco dell’Alta Murgia, nel 1999, è avventuo Gravine, architettura e impronte di dinosauri: meraviglie di un territorio tutto da scoprire qualosa di davvero sorprendente: il ritrovamento in una cava dismessa tra Altamura e Santeramo di un giacimento di orme di dinosauri.

Sono tantissime, sparse in un’ampia area di circa 12.000 metri quadrati. Secondo gli studiosi sarebbero oltre 30.000 le impronte di dinosauri e, come per l’uomo di Altamura, il valore scientifico è incrementato dal fatto che molte di queste impronte sono incredibilmente intatte e nitide. Benvenuti, dunque, nel giaci mento paleontologico più ricco del mondo! Magia della natura che, resistendo agli attacchi dell’uomo, ha saputo far sopravvivere capolavori naturali, ecco le doline carsiche.

Fanno davvero impressione quelle del Pulicchio e del Pulo, che scendono giù verso il basso rispettivamente i 100 e i 70 metri di profondità. Ma in questi 68.000 ettari di parco c’è molto di più da scoprire nei 13 Comuni che lo compongono. Perle medievali di pietra e tufo. Ogni centro storico medievale ha un suo piccolo tesoro, frutto di architetture di pietra e di tufo, espressione di una cultura radicata, di tradizioni e di abitudini che non sono andate perdute.

La bellezza dei rosoni. I grandi rosoni decoratissimi delle facciate caratterizzano le cattedrali romaniche di Altamura, di Bitonto. A Ruvo, inoltre, c’è la possibilità di esplorare anche la pre-esistente chiesa sotterranea.
La memoria dei musei. Tracce di storia e di civiltà pugliese e non, narrati e raccontati, li ritroviamo nel Museo Ettore Pomarici Santomasi di Gravina, nel Museo Jatta di Ruvo e nel Museo Archeologico Statale di Altamura.
Un castello ricco di fascino. Percorrendo le antiche arterie romane della via Appia e della via Traiana ecco i castelli normanni di Gravina e del Garagnone. Su tutti domina il fascino misterioso di Castel del Monte, che fa parte del patrimonio Unesco.

L'uomo di Altamura. Ha 150-250 mila anni di età ma non li dimostra. E’ l’uomo di Altamura, ritrovato in una grotta del Parco dell’Alta Murgia. La sua scoperta ha rappresentato un evento eccezionale a livello mondiale: non c’è un altro scheletro completo e perfettamente conservato appartenente ad un’epoca così remota. Sono passati quasi 17 anni da quando il C.A.R.S. (Centro Altamurano Ricerche Speleologiche) esplorando una delle tantissime cavità della Murgia fece questa straordinaria scoperta.

Ad alcune delle tante domande sull’uomo di Neanderthal sono arrivate, nel frattempo, le risposte. Quello di masseria di Lamalunga possono effettuare una cosiddetta visita virtuale. Ma torniamo a quelli che, probabilmente, furono i momenti finali del suo destino. Dovrebbe essere stata un’altra piena a trasportare il suo corpo in un ramo secondario di assorbimento: qui il suo corpo rimase immobilizzato tra le stalattiti.
Per milioni di anni è rimasto nel silenzio, e quando è venuto alla ribalta del moderno mondo del terzo millennio... Molte cose erano cambiate. Anche lui, poiché l’acqua ha disegnato con l’alabastro quelli che sembrano merletti di concrezioni a 'cavolfiore'.

Altro straordinario dono che ci è giunto da un passato così lontano è l’eccezionale stato di conservazione della struttura scheletrica. La visita al Pulo e alla masseria Lamalunga, con la grotta in cui l’uomo del paleolitico è rimasto, fanno parte dell’itinerario del Parco dell’Alta Murgia denominato 'Tracce nella Roccia'.