Il nome Abetone (1388 metri sul livello del mare) deriva da un abete gigante, tanto grande da non poter essere abbracciato neppure da sei persone con le braccia tese, che venne abbattuto per far posto alla settecentesca strada Modenese. Fino a quel momento località era nota come Boscolungo, nome che ancora oggi identifica una frazione del comprensorio comunale.
Già dall'età romana esistevano itinerari transappenninici che, attraversate le montagne del pistoiese, collegavano il nord e il sud della penisola. La storia racconta che anche Annibale abbia utilizzato queste vie per scendere in Etruria; secondo alcune testimonianze sarebbe passato dall'alta Val di Luce a nord-ovest dell'Abetone dove troviamo il cosiddetto Passo di Annibale.
Negli anni l'economia locale è rimasta principalmente legata al lavoro dei boschi e alla produzione di carbone. Il turismo è iniziato nel momento in cui l'Abetone venne scelto come meta per le vacanze da alcune famiglie della nobiltà italiana.
Oggi l'Abetone è una delle principali mete turistiche per gli amanti dello sci e vanta una delle più celebri stazioni sciistiche d'Italia.
Ad alcuni campioni dello sport sono dedicate cinque delle quaranta piste da sci che scendono dai versanti del Passo della Selletta, de Le Regine, del Sestaione, del Passo di Annibale, del Passo della Fariola, del Monte Gomito e di Faidello . Due piste sono dedicate al ciclista Fausto Coppi che, nel 1940, ancora ignoto gregario, vinse il ventottesimo Giro d'Italia proprio al culmine del Passo dell'Abetone.
L'Abetone è comune autonomo dal 1936.
Frazionidel comune: Boscolungo, Le Regine, Val di Luce.