Canino è una piccola cittadina della Tuscia viterbese nei tempi antichi frequentata da popolazioni etrusche. Tanto è vero che, a parte alcuni ritrovamenti nel borgo, è molto vicino il noto sito archeologico di Vulci. In epoca attuale Canino è altresì famosa per diverse sue produzioni agricole ed in particolare per il suo apprezzato olio di oliva.
Pur essendo un piccolissimo centro, nel XV secolo ebbe la grande fortuna di essere il luogo natale di un papa (Paolo III), cosa che gli diede sicuramente molto lustro.
Tuttavia per una di quelle strane combinazioni della storia, all’inizio dell’ottocento arrivò improvvisamente a Canino un personaggio molto famoso che fece della cittadina la sua seconda patria. Infatti intorno al 1804 era successo che Napoleone Bonaparte aveva gravemente litigato con il fratello Luciano che era un po’ l’intellettuale di famiglia e che aveva fatto perfino carriera politica senza il suo aiuto.
Luciano Bonaparte, pur non avendo neanche l’età prevista e già prima della grande ascesa di Napoleone, si era fatto eleggere deputato nell’Assemblea Francese e poi era diventato presidente del Consiglio dei Cinquecento partecipando attivamente al colpo di stato del Brumaio.
Insomma, a differenza di altri fratelli e sorelle di Napoleone, Luciano era una personalità autonoma. Quindi trovandosi completamente in disaccordo con il fratello sempre più potente decise ad un certo punti di allontanarsi dalla Francia e di rifugiarsi nello Stato Pontificio (prima a Roma poi a Canino).
Capitò anche che qualche anno dopo, mentre i parenti collezionavano titoli regali in tutta Europa, Luciano Bonaparte potè fregiarsi del titolo di principe di Canino e Musignano non per volontà del fratello ma per disposizione testamentaria di un papa.
La tomba di Luciano Bonaparte (morto nel 1840, in fama di etruscologo) è ancora a Canino (Vt) in una bella cappella della Collegiata. La cittadina ha circa cinquemila abitanti e dista circa 45 km da Viterbo.