Il comune di Sortino, con 9.000 abitanti, sorge nella provincia di Siracusa (da cui dista circa 32 Km) e confina con i comuni di Carlentini, Cassaro, Ferla, Melilli, Palazzolo Acreide, Priolo Gargallo e Solarino tutti nella provincia di Siracusa.
Da un lato la valle dell’Anapo e Pantalica, Patrimonio dell’Umanità UNESCO e cuore del territorio sortinese, dall’altro campagna e boschi: una posizione splendida per questa cittadina, la prima che si incontra viaggiando da Siracusa verso le montagne. Un centro d’aspetto barocco, poiché dell’insediamento medievale più nulla rimane. Dopo il drammatico terremoto del 1693, il paese di Sortino fu ricostruito in cima a una collinetta. Per la nuova edificazione, come spesso accadde, si scelse una suddivisione geometrica regolare, in questo caso in quattro settori, sul modello della divisione urbana del centro storico di Palermo.
Nascosta fra i primi vicoli dell’abitato è la Chiesa della Natività di Maria, gioiello dell’architettura barocca. La facciata presenta un armonioso movimento concavo-convesso. All’interno, il pavimento maiolicato a piastrelle di Valenza raffigurante la 'Pesca miracolosa'. Maestosa è la facciata della Chiesa Madre dedicata a San Giovanni Evangelista. Si erge su un magnifico piazzale lastricato con i ciottoli del fiume Anapo, bianchi e neri, che formano perfette geometrie.
Molto belle anche le altre chiese, fra cui quella di Santa Sofia, intitolata alla patrona (che si festeggia ogni anno in settembre), di San Sebastiano, di San Francesco, dei Cappuccini.
Il centro storico è ricco di palazzi settecenteschi dalle raffinate facciate, con archi, cortili, balconi in ferro battuto. Gemellato dal 1994 con il comune tedesco di Riedstadt, Sortino, per il suo impegno europeistico, è stato insignito dal Consiglio d’Europa della Bandiera d’Onore 1998. Sortino è anche la città del miele ibleo cantato dai poeti latini e greci. A questa prelibatezza viene dedicata ogni anno, in ottobre, una sagra a cui partecipano numerosi apicoltori anche provenienti da altri paesi del Mediterraneo.
Per conoscere meglio questa tradizione si può visitare la Casa dô fascitraru (la casa dell’apicoltore), mentre a chi apprezza l’Opera dei Pupi non può sfuggire l’occasione di una sosta presso il museo dedicato a quest’antica forma d’arte teatrale - tipicamente siciliana - e inserita anch’essa fra i Beni dell’Umanità.