IL comune di Ferla, nella provincia di Siracusa, nel sud della bellissima Sicilia, conta poco meno di 3.000 abitanti e confina con i comuni di Buccheri, Buscemi, Carlentini, Cassaro e Sortino tutti nella medesima provincia di Siracusa.
Uno dopo l’altro, a Ferla s’insediarono tutti i popoli che, nei secoli, hanno vissuto in Sicilia, e ciascuno di essi ha lasciato un segno in questo piccolo paese alle pendici di Monte Lauro. Così, ad esempio, i resti archeologici nel territorio ci parlano dei Greci, mentre l’antico centro storico ci rimanda al passato medievale. Nel cuore della cittadina, intorno alla grande piazza di San Sebastiano - ove campeggia una grande fontana tardo-barocca - sono ben tre gli edifici religiosi, testimonianza di una fede che nell’arte trova tangibile espressione.
Il più grande è la Chiesa di San Sebastiano, il patrono: venne realizzata nel Settecento sul sito di una chiesa quattrocentesca, distrutta dal terremoto del 1693, e dotata di una bella facciata decorata con una composizione (sopra il portale principale) che rappresenta il santo fra due soldati romani e due mori: è opinione dei critici dell’arte che si tratti del migliore esempio scultoreo del barocco siciliano dell’epoca. Qui si custodisce un grande quadro di Giuseppe Crestadoro, raffigurante il 'Martirio di San Sebastiano' (1789), e preziose statue lignee. Sulla stessa piazza ecco il fianco della Chiesa Madre, dedicata a San Giacomo Maggiore Apostolo. Il sagrato è costituito da un ampio terrazzo cui si accede per mezzo di una scalinata e, sul portale principale, si può vedere una delle più antiche rappresentazioni dello stemma cittadino.
A Ferla, peraltro, le chiese sono tante: fra le altre, quella di Sant'Antonio, monumento nazionale, la cui facciata è attribuita alla scuola del celebre architetto Rosario Gagliardi (autore, fra l’altro, delle due chiese di San Giorgio a Ragusa Ibla e Modica), caratterizzata da un particolare e raro schema a croce greca, e con una cupoletta ottagonale decorata all’interno da preziosi stucchi e affreschi.
Nonostante il loro valore, le chiese non sono l’unico tesoro di Ferla: da qui, infatti, si arriva in breve alla necropoli e agli abitati di Pantalica che, secondo gli archeologi, si possono identificare con la mitica città di Hybla, capitale di un piccolo regno autoctono di cui si ha notizia fra il XIII e l’VIII secolo a.C. Pantalica, che è stata inserita nei siti Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, è un luogo magico, da visitare assolutamente.