Buccheri è un comune situato nella provincia di Siracusa, nell'estremità più meridionale della Sicilia; il paese conta poco più di 2.000 abitanti e confina con i comuni di Buscemi, Carlentini, Ferla, Francofonte, Giarratana (in provincia di Ragusa) e Vizzini (in provincia di Catania).
A volte, quando il vento soffia fra le fronde dei pini e dei lecci, sembra quasi di poter udire il flauto di Dafni, il bel pastore che qui pascolava i suoi armenti.
E il muggire sommesso delle vacche di Hera, sacri animali la cui presenza - e qui la storia e la leggenda si intrecciano - diede il nome a un villaggio di pastori e contadini, Buccheri (da bous, buoi, ed Hera). Certo sono favole, racconti che colorano di mitologica fantasia le remote e ignote origini di questo paese.
E se è vero che gli archeologi hanno tratto dalla terra gli avanzi di capanne che testimoniano di antichi insediamenti, lo è altrettanto che le tracce del passato più remoto sono ben poche. Nel Seicento ci pensò un terremoto a spazzar via tutto: case, chiese e il castello del signore furono ridotti in macerie. Del paese medievale, che era nato proprio intorno al castello, non rimase quasi nulla: e dire che Buccheri, oltre alla residenza del suo signore, aveva chiese preziose e casette di mattoni.
Qualcosa si può ancora riconoscere nella parte più antica ai piedi delle torri dirute del castello, tra vicoli e cortili che rimandano la memoria al nucleo dell’XI - XII secolo, ma i buccheresi preferirono spostarsi più a valle.
La Chiesa Madre, ad esempio, fu trasportata più in basso, nei pressi della piazza dei Canali dove, intorno all’abbeveratoio con la sua fontana, si era soliti riunirsi per far bere gli animali al ritorno dai campi, lavare i panni e spettegolare (oggi residua solo la fontana, detta dei Quattro Canali, del 1585). E fu spostata anche la Chiesa della Maddalena, dotata altresì di una scenografica facciata: dall’antico edificio fu recuperata la statua della santa, un delicato marmo cinquecentesco di Antonello Gagini che adesso si può vedere nella navata destra.
La Chiesa di Sant’Antonio, invece, fu semplicemente girata dall’altra parte: adesso guarda a Sud, dall’alto di una scalinata in pietra lavica. Per San Nicola, invece, non furono necessari interventi: l’antichissima chiesetta, un antro scavato nella roccia e decorato di affreschi ancora in parte visibili, non subì danni.
Anche la duecentesca Chiesa di Sant’Andrea, a otto chilometri dal paese, resistette abbastanza bene all’urto del sisma: oggi, con la sua navata gotica, è eccellente esempio di architettura religiosa dell’epoca sveva.
Non solo edifici religiosi, tuttavia, testimoniano del passato di Buccheri: ci sono ad esempio le neviere, piccole costruzioni in pietra dove veniva ammassata
la neve, richiestissima per la preparazione dei sorbetti, e, da qualche anno, la bella rassegna Medfest che, ispirandosi alla storia del paese, fa rivivere ogni anno le feste medievali.
Le realtà produttive buccheresi, invece, hanno la loro vetrina nella sagra dell’olio e delle olive che si svolge in dicembre.