Capitale gonzaghesca ha legato le sue fortune agli anni di dominio di Ferrante Gonzaga e dei suoi discendenti. Con Ferrante II (al potere dal 1575), alla corte si fermano poeti come Tarquato Tasso e pittori come Bernardino Campi. Dopo la morte di Ferrante II, Cesare II e Ferrante III tentano di mantenere l’indipendenza del ducato. Nel 1746 la dinastia dei Gonzaga di Guastalla si estingue e la città passa ai Borbone di Parma e Piacenza. Sotto il fascismo sono realizzate opere pubbliche e negli anni 50/60 allo sviluppo urbanistico si unisce la trasformazione economica.
Tra le principali attrattive artistico culturali vi è la Cattedrale di San Pietro opera del Volterra, la facciata rifatta nel XVIII secolo. La Biblioteca Maldotti fondata dall’abate Maldotti, nell’atrio presenta un pozzo del secolo XVI. La biblioteca ospita il “Museo Maldotti”, con la suggestiva serie di dipinti a grandezza naturale di otto dame fine ‘600.
In Piazza Mazzini è presente il Palazzo Comunale e la Statua di Ferrante I Gonzaga.
Il Palazzo Gonzaga in Piazza Mazzini ove all’interno troviamo alcune decorazioni del Bernardino Campi, del 1580, un antico camino, e si intravede il sotterraneo che collegava il palazzo con l’esterno delle mura. Tra le altre opere vanno ricordate la Chiesa di S. Croce e la Chiesa della Concezione.