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Reggio Calabria - Reggio-Calabria

Reggio Calabria - Reggio-Calabria Agli Elleni di Cálcide che stavano per avventurarsi nei mari d'Occidente, l'Oracolo di Delfi aveva indicato come meta la foce dell'Apsia, 'il più sacro dei fiumi'. Nel 1562 'a dì 16 di dicembre, Mercurii hora quasi 21 si suffundò la punta di Calamizzi e dove se dice lo pantano molti lochi alborati e vigni se convertirono in mare': lo specchio d'acqua antistante Reggio, che nel 415 a.C. aveva ospitato la flotta ateniese e nel 60 d.C. la nave di Paolo di Tarso, perse in poche ore quella naturale diga foranea che, con tutta probabilità, aveva contribuito a far scegliere ai Calcidesi il sito nel quale ubicare la loro colonia sulla sponda orientale dello Stretto.

Reggio, come Amalfi, veniva mutilata dalla natura! A differenza della Repubblica marinara, la Città dello Stretto possedeva, tuttavia, un'altra naturale diga foranea, la Sicilia, e, pertanto, per secoli le navi continuarono ad attraccare nel tratto di mare sul quale si affacciava la Città con le sue mura occidentali e con le sue porte, Dogana e Amalfitana.

Alla fine del XIX° secolo, Reggio, città del Regno di Italia, avrà di nuovo un porto. Questa volta sarà l'uomo a porre riparo ai danni provocati dalla natura: il porto verrà 'scavato' nella breve pianura alluvionale, verde di agrumeti, vigneti e canneti, ubicata a nord della Città, alla foce del torrente Annunziata. Dall'Apsia-Taurocino-Calopinace, il porto reggino si sposterà al Lumbone-Annunziata.

La posizione geografica di Reggio, privilegiata dalla sua centralità mediterranea e dall'essere contemporaneamente città del continente, nonchè l'attivo commercio marittimo del primo decennio post-unitario (1860-70), alimentato dai prodotti del retroterra (agrumi, essenze, olio, frutta, legumi e bozzoli), determinarono la decisione del Consiglio comunale (6 luglio - 14 agosto 1868) di assumersi l'obbligo della costruzione di un bacino artificiale, la cui realizzazione esso aveva, negli anni precedenti, ripetutamente sollecitato.
Non esisteva ancora la strada ferrata; soltanto la sistemazione portuale della Calabria avrebbe potuto risolvere il problema del traffico regionale e nazionale, e consolidare quelli internazionali, compresi i transoceanici: era un dato di fatto inoppugnabile e lo Stato era intervenuto.

Allo studio era seguita una progettazione di massima che prevedeva la costruzione del nuovo porto alla foce dell'Annunziata 'a tramontana della Punta Candeloro' dove esisteva già uno degli approdi naturali della costa reggina, in un sito scelto dal progettista.
Per le non floride finanze del giovane Regno e in attesa di tempi migliori, l'auspicata realizzazione dell'importante opera marittima subì però un notevole ridimensionamento: il 27 aprile 1867 il Consiglio superiore dei Lavori Pubblici autorizzava a compilare uno stralcio del progetto stesso. Il progetto del 22 aprile 1868, più 'economico', comprendeva soltanto la costruzione del molo occidentale e una superficie del bacino 'limitata al puro bisogno, senza muri di contorno e senza banchine'.

Il 14 agosto 1870, Vittorio Emanuele II autorizzava la costruzione del porto di Reggio-Calabria da ultimare nel termine di sei anni ma soltanto alle ore 11 del 15 dicembre 1872 si potè dare inizio ai lavori.

Nel settembre 1873 ebbero inizio i lavori di sbancamento: ad oriente si scava per la realizzazione del bacino, ad occidente si costruisce un piccolo molo in direzione nord-est (mt. 160), un pennello (mt. 65) di massi artificiali e un faro. I lavori, per attuare i quali il Comune si gravò di un forte debito, procedettero con estrema lentezza e soltanto nel febbraio 1884 la Città ebbe finalmente il suo nuovo porto: un bacino di circa sei ettari, profondo in media sei metri. Il bacino si rivelò, però, subito inadeguato: i mercantili che da ogni parte del mondo venivano per imbarcare i pregiati prodotti del Reggino, non trovando spesso posto nell'unica banchina esistente, erano costretti a far scalo a Messina dal cui porto finiva così per transitare più del 70 per cento delle esportazioni della provincia di Reggio-Calabria. Piccole ma numerose imbarcazioni quindi facevano la spola tra le due sponde fino al 1899, anno in cui l'istituzione del servizio dei ferry-boats diminuì notevolmente il piccolo cabotaggio. Il problema del porto non poteva, dunque, considerarsi risolto neppure temporaneamente.

È del maggio 1885 il primo progetto di ampliamento redatto dal Genio Civile sotto la spinta degli Enti locali. Quello dell'ampliamento è stato, infatti, il principale problema, legato com'era al progresso e alle necessità del retroterra.

Il 10 febbraio 1904 si diede avvio, benché all'insegna della provvisorietà, all'approdo dei piroscafi e a un servizio doganale con sede in un edificio ad un piano ubicato nei pressi della stazione d'imbarco dei ferry-boats, il cui servizio con le navi 'Scilla' e 'Cariddi' era stato inaugurato il 1 novembre 1899, appena completata l'invasatura nell'angolo sud-ovest.
Le pluriennali speranze dei Reggini erano sul punto di diventare realtà ma il 28 dicembre 1908 un nuovo duro colpo venne inferto dalla natura perché le forze devastanti del terremoto e del maremoto, congiunte, danneggiarono notevolmente il porto rovesciando nel bacino financo i massi strappati dal molo. Il sisma che ne sconvolse le strutture offrì, tuttavia, l'occasione perché si comprendesse quanto importante fosse per Reggio il suo porto!

Due anni dopo il porto di Reggio veniva considerata una delle opere da riparare con la massima urgenza. E negli anni della ricostruzione, grossi velieri provenienti da vari porti italiani, sbarcavano sulle banchine materiali diversi: legname per i baraccamenti, cemento e ferro imposti nelle nuove strutture dal regolamento per le zone sismiche.

Nel settembre del 1929 viene approvato il piano di sistemazione e di ampliamento e il 6 novembre iniziano i lavori. Dal 1929 al 1934, pertanto, prolungato il molo 'Margottini' (fino a 120 metri), viene costruita la banchina di levante (metri 385) e spostata più ad oriente la linea ferroviaria. La guerra interruppe i lavori del prolungamento del molo di ponente che, iniziati nel 1935, finirono nel 1955!

Per il porto di Reggio, ubicato al centro de Mediterraneo e divenuto punto di congiunzione tra le ferrovie continentali e insulari auspicava, pertanto, un avvenire quale porto mercantile per il commercio tra l'Europa e l'Oriente.
Il progresso delle vie di comunicazioni, ferroviarie e stradali, significò il regresso del traffico marittimo, ma ecologia ed esigenze di sicurezza probabilmente cambieranno gli orientamenti: il porto di Reggio, ultimo del continente, al centro del Mediterraneo, sa attendere.

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Sito Ufficiale: http://www.comune.reggio-calabria.it





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