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Hotel B&B San Severo - Foggia
Il comune di San Severo si trova nel territorio provinciale di Foggia, in Puglia e confina con i comuni di Apricena, Foggia, Lucera, Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Paolo di Civitate e Torremaggiore.
San Severo, comune in provincia di Foggia, è sede vescovile dal XVI secolo e dal febbraio 2006 anche città d’arte. Centro di antiche tradizioni mercantili e agricole, oggi è essenzialmente dedito al terziario ed è sede universitaria. La città nasce su di in territorio particolarmente pianeggiante, proprio al centro di un reticolo viario nel Tavoliere settentrionale: il suo agro è pieno di masserie, oliveti e ampi vigneti.
La città di San Severo è posta al centro dell'Alto Tavoliere, fra le colline del Preappenino Dauno di Lucera a Sud ed il Promontorio del Gargano a Nord.
Tutta questa vasta area è interessata da una intensa frequentazione preistorica riferibile soprattutto alla prima età neolotica, nel corso del IV millennio a.C. Tracce di una serie di villaggi di questo periodo si rinvengono anche nella periferia Sud del centro abitato di San Severo, dove sono stati documentati, fra i rioni Guadone e di San Rocco, pozzi, cisterne, capanne circondate da un fossato a 'C' ed altre strutture ipogeiche che hanno restituito ceramica impressa con una caratteristica sintassi decorativa, la quale nella letteratura paleontologica viene definita 'ceramica di stile Guadone' dal sito omonimo.
Nello stesso comprensorio Guadone-San Rocco sono venuti alla luce frammenti vascolari del Neolitico Medio.
Durante lo scavo di una parte residua di una capanna neolitica, in località Guadone, sono stati intercettato livelli con ceramica del Bronzo Antico, che indiziano una frequentazione del sito nelle prime fasi dell'età del Bronzo, inquadrabili nei primi tre-quattro secoli del II millennio a.C.
La parte occidentale dell'area urbana è stata inoltre sede di un villaggio dell'età del Ferro (VII-V-IV sec. a.C.) con una necropoli di cui si conoscono pochi corredi, costituiti soparttutto da vasi caratteristici della civiltà Daunia.
San Severo non presenta, fino ad oggi, tracce di documentazione riferibili nè ad epoca romana nè a tutto il I millennio d.C.
Studi in corso stanno verificando la possibilità dell'esistenza di un primo nucleo dell'attuale città intorno al Mille.
Nei documenti più antichi riguardanti San Severo (il primo risale all'anno 1116) si parla di un 'castrum S.Severi' e di un 'castellum S.Severini'. L'imperatore federico II fece costruire il 'palatium Bello Videre apud Sanctum Severum' e in seguito, per la ribellione degli abitanti nel 1230, fece distruggere le mura ed anche, secondo alcuni studiosi, le chiese e i palazzi del borgo medioevale.
Fra il XIII e il XVI secolo San Severo si estese ulteriormente, assorbendo la popolazione dei numerosi casali che fiorivano nelle sue immediate vicinanze.Nel 1580 divenne sede vescovile.
In epoca moderna tre sono gli avvenimenti che hanno profondamente segnato lo sviluppo sociale ed economico di San Severo:
- il terremoto del 30 luglio 1627, il più catastrofico che la storia locale ricordi, causò ingente numero di vittime e distrusse in gran parte la città. La ricostruzione, frenata dalle scosse che si susseguirono negli anni successivi, cambiò l'assetto urbanistico e diede luogo, particolarmente nel secolo successivo, al fiorire di palazzi e chiese barocche, costruiti anche con materiale di riporto, che costituiscono una delle maggiori attrattive della odierna città di San Severo;
- il sacco del 25 febbraio 1799 in cui San Severo, divenuta, dopo una breve parentesi giacobina, roccaforte sanfedista, venne espugnata dalle truppe francesi del generale Guglielmo Filiberto Duhesme, un fedelissimo di Napoleone, che morì nella battaglia di Waterloo. Morte e distruzione seguirono l'ingresso dei soldati nella città: le vittime tra i soli residenti furono 241 e sia le chiese che i palazzi privati vennero saccheggiati e in parte incendiati;
- il colera dell'estate del 1865 provocò oltre mille e cento vittime, ma, proprio per la gravità dell'avvenimento, ebbe un risvolto positivo. Segnò la nascita a San Severo di una vera gara di solidarietà umana, insolita per quei tempi. La Società Operaia di Mutuo Soccorso, infatti, costituitasi proprio nel luglio di quell'anno per merito del filantropo Vincenzo Gervasio, organizzò una encomiabile opera di assistenza sia alle vittime che ai superstiti, grazie anche agli aiuti che pervennero da tutte le parti. La meritoria attività dalle società continuò fino alla vigilia della prima guerra mondiale.
Per il resto la storia di San Severo si identifica, al di là delle particolari situazioni locali, con quella del Mezzogiorno d'Italia.
Tra le principali attrazioni turistiche da visitare a San Severo possiamo ricordare:
Museo civico di San Severo. Nel museo civico della Città di San Severo l'esposizione del patrimonio archeologico è organizzata in base alle località e alle Epoche di loro pertinenza, in modo da creare dei percorsi che rendono comprensibili le fasi evolutive della civilizzazione degli 'antichi Abitatori' della Daunia, in particolare per quanto riguarda la sua parte settentrionale.
Chiesa San Severino. Forse la più antica chiesa di San Severo, riconsacrata nel 1224, dopo il terremoto dell'anno precedente, come attestato da una epigrafe sull'architrave dell'ingresso principale. Fatta demolire nel 1230 per ordine di Federico II, come vendetta per una ribellione della città, la sua ricostruzione fu compiuta verso la fine del XIII secolo con trasformazione della pianta a croce latina. è documentato l'utilizzo di materiali provenienti da un diruto palazzo dell'imperatore alla periferia della città.
Santuario della Beata Vergine del Soccorso (già Sant'Agostino). L'attuale Santaurio ha avuto origine da un monastero medioevale ricordato in documento del settembre 1319.
Chiesa di San Nicola. Tra le più antiche, la chiesa fungeva da parrocchia già nel XII secolo.
Chiesa Santa Maria delle Grazie. Nata, dapprima, come chiesa rurale, in epoca anteriore al XVI secolo, vi si venerava un prezioso Crocifisso, che colpito da un fulmine nel 1617, cadde senza bruciare salvandosi anche dal terremoto del 1627. Dopo tale data, la chiesa venne restituita al culto nella seconda metà del XVII secolo. Nei locali lasciati liberi dai frati nel 1610 vemme allestito un ospedale durante l'epidemia di peste del 1656-57. Riedificata tra il 1852 e il 1870, la chiesa è stata ampliata nel 1881 con l'aggiunta di due navate. Eretta a parrocchia nel 1937, ne fu rifatta l'intera facciata nello stesso periodo.
Chiesa Santa Lucia. Edificata nella seconda metà del Seicento su un terreno prossimo al distrutto convento di Santa Sofia, rimase dipendente dalla Cattedrale di Santa Maria che, verso la fine del 1742, vi trasferì la congregazione del Santissimo Sacramento.
Vi si venerano le statue di Sant'Anna, di Santa Lucia, di San Michele e dell'Addolorata, nonchè una statua di Gesù morto conservata in una teca di cristallo che, insieme a quella della Vergine, viene portata in processione il Venerdì Santo.
L'altare seicentesco proviene dalla chiesa della Pietà; il leggio in marmo è composto di pezzi vari provenienti dall'altare barocco della chiesa delle Grazie.
Chiesa San Sebastiano (già del Rosario, poi Madonna della Libera). La chiesetta originaria fu costruita, a spese della municipalità, verso la metà del Trecento o agli inizi del secolo successivo e fu dedicata a San Sebastiano per avere il santo liberato la città dalla peste che vi infieriva.
Chiesa San Francesco d'Assisi. Annessa all'omonimo convento dei Padri Francescani, già documentato nel 1270 e dove la tradizione vuole si fermasse il Santo di Assisi durante il suo pellegrinaggio al Santuario di San Michele sul Gargano, la chiesa intitolata a San Francesco fu consacrata poi a Sant'Antonio da Padova. Nel chiostro del monastero francescano, piuttosto piccolo, era stato piantato, secondo tradizione proprio dal Santo, un ulivo che crebbe subito rigoglioso. Ricostruita dopo il terremoto, la chiesa fu piü volte restaurata e la nuova chiesa, dedicata una seconda volta a San Francesco, è ornata di cappelle e organo.
Chiesa Santa Maria Assunta (Chiesa Cattedrale). Costruita verso il Mille e chiamata originariamente Santa Maria in Strada, per essere situata presso la strada Civitate-Foggia, venne restaurata e riconsacrata nel 1224 ed elevata a Cattedrale nel 1580. Subì sensibili variazioni durante le riparazioni seguite nel 1627.
Chiesa San Giovanni Battista. Ricordata in un documento del XIII secolo, la chiesa sorge nell'area di una necropoli di età ellenistica. Presso lo spigolo sinistro della vecchia facciata è inserito, nella muratura, un cippo romano con epigrafe funeraria. Lasciata quasi indenne dal terremoto del 1627, radicali lavori di restauro si resero necessari a seguito del terremoto del 1731.
Con l'innalzamento del campanile nuovo, protrattosi dal 1757 al 1795, anno in cui fu apposto l'orologio, furono inseriti alla sua base i due bassorilievi di epoca romana raffiguranti scene di lotta tra gladiatori.
Chiesa della Croce Santa. Costruita fuori dall'abitato e dedicata a San Rocco, quale omaggio al santo per aver salvato la popolazione dalla terribile epidemia di colera sviluppatasi nel XIV secolo, alla fine del XVI secolo fu restaurata da un gruppo di frati del Terz'Ordine di san Francesco, i 'Rocchettini', che vi affiancarono un convento.
Chiesa dei Padri Celestini (già della Santissima Trinità). Detta dei Celestini dagli omonimi Padri che verso il Quattrocento vi si trasferirono da San Giovanni in Piano (a quattro chilometri da Apricena) costruendovi un nuovo e molto più vasto Monastero che, insieme alla chiesa, venne danneggiato gravemente dal terremoto del 1627.
Chiesa San Lorenzo, o San Benedetto. Su progetto affidato all'architetto napoletano Astarite e affiancata al preesistente monastero delle Benedettine, la chiesa, i cui lavori di costruzione furono avviati nel 1778, fu ultimata nel 1784 con il prospetto in pietra lavorato dal mastro scalpellino di San Severo, Francesco Cervone. Dopo la spoliazione seguita all'invasione francese del 1799, chiesa e monastero, soppresso poi nel settembre 1911, fiorirono a nuova vita.
Chiesa dei Cappuccini (già Santa Maria degli Angeli). La chiesa fu realizzata tra il 1605 e il 1631, insieme all'attiguo convento, dai Padri Cappuccini e venne dedicata inizialmente a Santa Maria di Costantinopoli.
Il terremoto del luglio 1627 non provocò alcun danno alla recentissima costruzione.
La chiesa venne consacrata soltanto nel 1660 e venne nuovamente consacrata dopo essere stata oggetto di ulteriori restauri eseguiti nel 1712.
Palazzo Curtotti, già Fraccacreta. Via San Severino, Via Imbriani, Via San Tommaso. Nel 1771 il palazzo era di proprietà del sig. Carlo Fraccacreta, di anni 34, massaro, ed abitato dallo stesso con la famiglia. A quei tempi forse privo del loggiato, aggiunto probabilmente nel 1796. Da notare lo stemma della famiglia Fraccacreta sul portale di ingresso e il monogramma di San Bernardino sull'architrave dell'unica porta del palazzo.
Palazzo Cavaliere, già del Pozzo e ancora prima Zannotti. C.so Vitt. Emanuele II, civ.12, Via Matteo Fraccacreta, Vico Cicorielle. Secoli XVII e XVII. Nel 1758 era abitato dalla famiglia di Onofrio Zannotti, di anni 38, e nel 1767 dalla famiglia di Pasquale del Pozzo, ambedue decurioni nel periodo 1775-79. L'androne di ingresso è coperto da una volta a botte lunettata e l'atrio è animato da un loggiato con volta a vela.
Palazzo Recca. Piazza N. Tondi, Via matteo Tondi, Vico regina. Costruito sui ruderi del castello nei pressi delle vecchie mura e documentato dal 1754. La facciata principale si presenta con quattro portali ad arco a pieno sesto, tutti uguali, recanti al centro uno stemma decorativo. Nell'ingresso è posto lo stemma di famiglia arricchito intorno da volute e motivi vegetali.
Palazzi del Sordo. Via Umberto Fraccacreta, civ. 78 e 82. Secoli XVII. realizzato prima del terremoto del 1727, fu successivamente adeguato con aggiunte decorative al gusto corrente. Delle cinque aperture, quattro hanno stipiti in pietra, ornati di fregi e motivi vegetali, scolpiti a bassorilievo. Nell'androne di ingresso, le due volte a botte lunettata comprendono due dipinti ad affresco rappresentanti, uno, la Madonna che calpesta un serpente, l'altro, un drago. L'ampio giardino è circondato da finestre che danno luce ad ampie sale interne, una delle quali ospita la Cappella del Palazzo.
Palazzo De Petris, poi d'Alfonso quindi Mascia. Via A. Fraccacreta, civ. 35, Via San Donato, Vico Formile. Secolo XVIII. Notevoli le ricche decorazioni che circondano le tre aperture del primo piano sulla facciata del primo piano sulla facciata principale, con l'elegante timpano spezzato con lo stemma al centro e i rustici fregi floreali scolpiti nella pietra porosa.
Palazzo Ripoli prima Summantico, poi Petrulli. Via Carmine Ripoli, civ.26, Via Imbriani. Se ne ha già notizia nel 1758, di proprietà di Domenico Summantico, morto nel nel 1774. Da notare il portale d'ingresso, risalente al periodo di costruzione con uno stemma decorativo. nell'interno, completamente ristrutturato, si conservano elementi originali nel pregevole loggiato.
Palazzo Gervasio, già de Ambrosio. Via Tiberio Solis, civ. 58 e 64. Di proprietà, nel 1758, di Gaetano de Ambrosio. Costruito 'extra moenia', nella nuova zona residenziale ancora in fase di sviluppo, si affaccia sull'antica porta Mercato, oggi Piazza A. Moro. Presenta un elegante portale ad arco mistilineo, con stemma al centro, con fregi floreali e vegetali scolpiti a bassorilievo anche sugli stipiti. Nell'altro edificio, l'androne con volta a botte lunettata si apre nell'atrio verso un arcone affiancato da due archi più piccoli.
Palazzo Giuliani, già de Ambrosio. Via R.Recca, Via Colonna, Vico Tribunali. Secolo XVIII. Risultato, forse, di in intervento di restauro di fine 700 su una costruzione anteriore al terremoto del 1627. Il portale su Via Recca reca uno stemma decorativo al centro. All'interno, la volta a botte della scalinata è arricchita da folte decorazioni, come pure la loggetta al primo piano con volta a vela.
Palazzo del Sordo, poi Ricciardelli, ora di Biase. Via Soccorso, Via Minuziano, Vico mazzilli. Secolo XVIII. Sorge presso il luogo su cui nel Settecento era la porta detta di Foggia, di cui, fino al 1748, i signori del Sordo detenevano la manutenzione. La facciata è munita, a media altezza, da sette maschere portanelli in pietra. la sobrietà sell'esterno contrasta con l'interno dove sono presenti invitanti sale riccamente ed elegantemente decorate.
Palazzo Carafa, già di Lembo. C.so Vitt. Emanuele II, civ.21, Via San Lorenzo. Casa propria palaziata, esistente già nel 1758, di proprietà di Michele di Lembo, nobile galantuomo. Il prospetto presenta quattro portali ad arco a pieno sesto, tre dei quali con stemma decorativo. Nell'interno, parte del loggiato è coperta da una cupola a semi calotta al cui centro è raffigurata un'aquila sopra un albero.
Palazzo Lops, già Marano poi Chirò. Via A. Fraccacreta, Via S. Nicola, Via Lucchino. Secolo XVII. Costruito verso la fine del '700 dai Marano, nel 1836 risulta di proprietà del farmacista Giacinto Marano quindi, dal 1890, ereditato dai Chirò. Il portale d'ingresso è sormontato da uno stemma raffigurante un papiro con una conchiglia al centro. All'interno, completamente ristrutturato, risulta invariato l'ingresso con volta a crociera lunettata ad angoli sfasati.
Palazzo Rispoli. Via Soccorso, Via Previdenza. Commissionato nel 1781. Sul portale d'ingresso è infissa una lastra litica su cui è inciso il nome della famiglia e la data di costruzione. La vicinanza della chiesa di Sant'Agostino ha influito sulla scelta decorativa della facciata principale e, parzialmente, sul prospetto laterale.
Da visitare a San Severo: il centro storico di San Severo, con i suoi bellissimi monumenti, fra cui i caratteristici campanili e i tanti palazzi signorili, proprio per i quali nel 2006 ha ottenuto il riconoscimento di città d’arte; la chiesa matrice di San Severino (anch’essa monumento nazionale), dedicata al primo e principale patrono della città e diocesi, che conserva i prospetti esterni romanici, con rosone e archivolto in pietra di età federiciana; la vasta e bellissima Cattedrale di San Severo, che all’interno conserva, tra l’altro, un prezioso fonte battesimale del XII secolo e importanti dipinti settecenteschi (di D’Elia, Mollo e altri solimeneschi).
Sito Ufficiale: http://www.comune.san-severo.fg.it
Hotel B&B San Severo
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