Campi Bisenzio è un comune che cnta circa 40.000 abitanti, è situato nella provincia di Firenze, nella parte centro settentrionale della regione Toscana. Il comune di Campi Bisenzio confina con i comuni di Calenzano, Firenze, Scandicci, Sesto Fiorentino, Signa; Poggio a Caiano e Prato (in provincia di Prato).
Da Dante fino a Roberto Saviano, la cittadina toscana entra nella letteratura italiana. Il sommo poeta la cita nella Divina Commedia, Boccaccio nel Decamerone ci ambienta una novella. Nel novecento poi trova spazio nelle opere del Palazzeschi e di Curzio Malaparte.
Campi Bisenzio comincia a trovare 'spazio' nella letteratura in pieno medioevo. E chi, se non il sommo poeta Dante Alighieri, poteva essere il primo a far entrare il nome della cittadina toscana nella storia della nostra letteratura. Per l’esattezza Campi Bisenzio trova spazio nel canto XVI del Paradiso, quello in cui Dante si confronta con il suo antenato Cacciaguida. 'Ma la cittadinanza, ch’è or mista di Campi, di Certaldo e di Fegghine, pura vediesi ne l’ultimo artista...' (vv 49- 51), con questi versi, messi in bocca al suo antenato, Dante fa cominciare la disquisizione sulla decadenza delle antiche famiglie di Firenze, parlando di quando non c’era ancora 'mescolanza' tra quelle cittadine e quelle del contado.
Una piccola citazione che però fa da preludio a ben altro. È con il Boccaccio che la città di Campi Bisenzio diviene protagonista. Dopo una breve citazione nell’Epistola Consolatoria a Messer Pino de’ Rossi in cui viene accennato Capalle, nome di una frazione di Campi, la città viene presa ad ideale palcoscenico dove ambientare una delle più note e belle novelle che compongono il Decamerone. Quella che vede protagonista Federico degli Alberighi (giorno V, novella 9). A narrarla è Fiammetta prendendo spunto dal tema 'amori che ebbero felice conclusione dopo numerose avventure e sventure'.
Il racconto narra di un nobile, Federico degli Alberighi appunto, innamorato follemente di Monna Giovanna. Per lei spende una fortuna, ma senza veder ricambiato il proprio amore. Alla morte del marito la nobil donna si trasferisce a Campi (dove è ambientata la novella), paese dove vive Federico. Il figlio di Monna Giovanna però si ammala gravemente e chiede alla madre di farsi regalare il falcone del suo corteggiatore. Giovanna, dopo vari tentennamenti, trova il coraggio di presentarsi a casa di Federico che, onorato dalla presenza dell’amata, uccide per pranzare il suo falcone.
Alla richiesta della donna quindi il suo corteggiatore scoppia in un pianto spiegando l’impossibilità di esaudire alla sua richiesta. Il bambino morirà per il dispiacere, ma Monna Giovanna, ammirata dalla nobiltà d’animo del suo corteggiatore, ne diventerà la moglie.
Dopo Boccaccio, tocca a Michelangelo Buonarroti il giovane, fare i conti con Campi. Anche questa volta però, solo una piccola citazione nella 'Tancia' (atto II, scena V). Nel seicento sarà poi Lorenzo Lippi a scegliere la città di Campi Bisenzio come luogo ideale dove ambientare alcune delle più importanti scene del poema eroicomico 'Il Malmantile racquistato'. Opera quest’ultima data alle stampe solo qualche anno dopo la sua morte. Questa è costituita in gran parte da una serie di proverbi e modi di dire toscani. La trama (spedizione per riconquistare una fortezza) è dunque solo un pretesto per citare tutta una serie di detti popolari accennando anche usi e costumi della Firenze del ‘600.
Dopo il Lippi, un lungo silenzio (circa 200 anni). Campi 'scompare' dalla letteratura per un lungo tempo, per riapparire poi, nel 1934, in uno dei capolavori di Aldo Palazzeschi, 'Le Sorelle Materassi'. L’autore, cita il nome di capi, nella prima parte del suo romanzo, ambientato nelle campagne attorno la città di Firenze. Campi trova poi spazi, nello stesso periodo storico, anche in alcune opere di Curzio Malaparte, come nel romanzo 'La Pelle'. Malaparte poi gli dedica addirittura due capitoli nell’opera 'Maledetti Toscani'.
Il nome di Campi Bisenzio, trova poi spazio anche nella raccolta di racconti per ragazzi di Bruno Cicognani dal titolo Via della Sapienza. In uno dei racconti viene anche descritta la vita della cittadina agli inizi del XX secolo. Ultimo in ordine di tempo a fare il nome di Campi, proprio Roberto Saviano che, nel suo notissimo romanzo Gomorra, cità la cittadina alle porte di Firenze.
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